Roma. Donne: corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione

Donne corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione, la mostra in corso fino al 13 ottobre 2019 alla Galleria d’Arte Modena di Roma, si arricchisce di nuove opere che andranno a comporre dei veri e propri “omaggi” a cinque importanti artiste contemporanee: Marina Abramovic, Carla Accardi, Mirella Bentivoglio, Maria Lai e Titina Maselli. L’esposizione delle loro opere sarà l’occasione per riflettere su queste straordinarie protagoniste dell’arte “al femminile”, sulle loro scelte linguistiche e poetiche e sulle differenti modalità di intendere il proprio impegno nell’ambito artistico e pubblico. Inoltre, è stato anche realizzato un corposo programma di incontri culturali, performances, proiezioni, readings e azioni teatrali, nell’intento di ricostruire attraverso la storia, le arti, la cultura e le artiste protagoniste del periodo, un’immagine a più riflessi dell’evoluzione della rappresentazione del corpo della donna fra XX e XXI secolo. La GAM, Galleria d’Arte Moderna, fino al 21 aprile lancia anche il contest #donneGAM tramite il quale il pubblico è invitato a postare fotografie di donne protagoniste della propria storia familiare. Invio tramite e-mail donne@galleriaartemodernaroma.it. Immagini di nonne, madri, sorelle, compagne, ritratte al lavoro, a scuola, in casa o in altri luoghi di vita, di attività e di impegno per documentare le tante storie di donne dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento. Tutte le fotografie pervenute saranno inserite in mostra, tramite un monitor, in un’area appositamente allestita. La mostra, a cura di Arianna Angelelli, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Organizzazione Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con Cineteca di Bologna e Istituto Luce. Mentre il programma degli eventi è stato realizzato anche con la collaborazione di: Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, RAI Teche e Società Italiana delle Storiche.

Redazione

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