La Brexit si allontana. Il parlamento di Londra mercoledì sera ha bocciato l’ipotesi di un “no deal”, vale a dire l’uscita dall’unione senza alcun accordo. L’emendamento è passato con 312 voti a favore contro 308, solo 4 voti. Tramontata anche questa ipotesi, a questo punto sembra ne resti in campo una sola via percorribile: un rinvio della data del divorzio di Londra da Bruxelles, che è destinato a scattare il 29 marzo prossimo. Per i “tempi supplementari” sarà necessario un ulteriore voto da parte della Camera dei Comuni. A questo punto la premier Theresa May chiederà all’Unione Europea una “dilazione” dei tempi piuttosto breve, al massimo tre mesi. Anche questa soluzione, comunque, è subordinata ad un ulteriore voto, ovvero quello che dovrà accordare il vertice di tutti i capi di governo europei, in calendario il 21 marzo. I tempi per individuare una soluzione non catastrofica stanno diventando davvero stretti. Martedì l’Europa aveva però fatto sapere che la richiesta da parte di Londra di un rinvio della Brexit dovrà essere motivata in modo adeguato.
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