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Ecco la nuova lista dei paradisi fiscali

Aggiornata la lista dei paradisi fiscali. A stilarla l’Ecofin. Alle cinque giurisdizioni che già ne facevano parte (Samoa americane, Guam, Samoa, Trinidad e Tobago, Isole Vergini degli Stati Uniti) si aggiungono Aruba, Barbados, Belize, Bermuda, Dominica, Figi, Isole Marshall, Oman, Emirati Arabi Uniti, Vanuatu.

In black list ci sono le giurisdizioni che non rispettano gli standard fiscali internazionali

Le cinque giurisdizioni che già si trovavano nella lista nera non hanno preso impegni a mettersi in regola con gli standard internazionali e Ue dal 2017. Altre tre che si trovavano in questa lista e cioè Barbados, Emirati Arabi Uniti e Isole Marshall erano state trasferite nella lista grigia. Di questa fanno parte gli Stati che hanno assunto l’impegno ad adeguarsi agli standard. Oggi 7 Stati sono stati trasferiti dalla lista grigia a quella nera perché non hanno ancora raggiunto tale obiettivo. Altre 34 giurisdizioni continueranno a far parte della lista grigia mentre 25 ne sono state cancellate perché rispettano attualmente gli standard fiscali e di governance. Nel corso del 2018, la Commissione ha valutato 92 paesi sulla base di tre criteri: trasparenza fiscale, buon governo e attività economica reale, esistenza di un’aliquota zero per le imprese. L’aggiornamento odierno mostra che questo processo “chiaro, trasparente e credibile’ – indica una nota comunitaria – ha prodotto un effettivo cambiamento: 60 paesi hanno agito in merito alle preoccupazioni della Commissione e sono stati eliminati oltre 100 regimi dannosi dal punto di vista delle regole fiscali. L’elenco ha anche influito positivamente, ribadisce la Commissione, sugli standard di buona governance fiscale concordati a livello internazionale”. Da quest’anno la verifica delle giurisdizioni sarà estesa a tre paesi del G20 e cioè Russia, Messico e Argentina. Gli Stati membri hanno concordato una serie di contromisure, che possono scegliere di applicare nei confronti dei paesi elencati, compreso un maggiore monitoraggio e audit, ritenute alla fonte, requisiti speciali di documentazione e disposizioni antiabuso. Inoltre, le nuove disposizioni della legislazione Ue vietano che i fondi europei vengano incanalati o transitati attraverso entità in paesi sulla lista nera delle imposte.

Redazione

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