Carlevà. Il carnevale nello spezzino tra Ottocento e Novecento

Per il secondo anno di seguito il Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” – in collaborazione con PROSPEZIA Associazione per la Città, l’Associazione Culturale Circolo La Sprugola, il Comitato “Omo ar Bozo” di Ameglia e il Museo Diocesano della Spezia – presenta una mostra e alcune attività collaterali per partecipare alle manifestazioni del Carnevale 2019 previste in città per riprendere e rinvigorire una tradizione che vanta origini molto antiche. L’esposizione, dal titolo ““Carlevà. Il carnevale nello spezzino tra Ottocento e Novecento”, verrà inaugurata venerdì 8 febbraio alle ore 17.30, e sarà visitabile fino a domenica 24 marzo.

Nella sezione storica del Museo sono conservati fogli volanti coi testi originali delle canzonette composte in occasione dei carnevali a cavallo tra XIX e XX secolo, vero e proprio agone poetico dialettale a cui dettero grande rilievo personaggi insigni della città come Ubaldo Mazzini. Durante gli ultimi mesi, grazie all’interessamento dell’Associazione Culturale Circolo La Sprugola, sono stati restaurati dodici fogli da Stella Sanguinetti che si aggiungono ai dieci già trattati lo scorso anno. Fotografie storiche delle manifestazioni sono altresì presenti negli archivi civici. I due personaggi tipici del carnevale cittadino, Batiston e Maia, identificati nel corso dei decenni con il tipo “antropologico” biasseo, sono rappresentati da costumi originali appartenenti alla Raccolta di etnografia “Giovanni Podenzana”, e da due foto di dipinti di Felice Del Santo, opere ahimè scomparse dalle collezioni durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale.

In mostra saranno presenti anche il costume tradizionale femminile spezzino (sempre della raccolta Podenzana) e tre costumi da bambino, confezionati tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, di recente donati da Annalisa Tacoli Giorio e sottoposti ad un intervento di restauro conservativo ad opera di Restauro e Studio Tessili di Domenica Digilio e Giacinto Cambini. Protagonisti del Carnevale 2019 saranno Domenico Chiodo e la Contessa di Castiglione, figure di primo piano della Spezia ottocentesca: al Museo sono conservati oggetti appartenuti alla Castiglione che saranno esposti in mostra.

Nel corso di un progetto di alternanza scuola-lavoro con la sezione Produzioni industriali artigianali tessili sartoriali dell’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Einaudi-Chiodo sono stati riprodotti un abito della Contessa e la divisa degli ufficiali della Marina del tempo di Chiodo, ed anche questi pezzi, frutto di lavoro e studio degli studenti coinvolti, potranno essere ammirati dai visitatori. L’edizione 2019 della mostra allarga i propri orizzonti comprendendo una manifestazione molto antica della provincia della Spezia: l’Omo ar bozo di Ameglia. Grazie al Comitato amegliese e all’artista Walter Tacchini, anima delle edizioni della festa negli ultimi quarant’anni, in mostra saranno esposti costumi, materiale di lavoro, manifesti…

L’amministrazione comunale nella nota stampa ringrazia Città di Bologna Sport per aver messo a disposizione materiale necessario alla realizzazione dell’allestimento della mostra. Queste invece le attività collaterali all’esposizione temporanea:

– venerdì 15 febbraio (ore 16) lezione di dialetto spezzino a cura di Piergiorgio Cavallini e visita alla mostra;
– venerdì 1 marzo (ore 17) conferenza di Giuliana Zucchini Del Santo sul tema “La Contessa di Castiglione: les tableaux vivants et les bals travestis”
– venerdì 8 marzo (ore 16.30-18.30) laboratorio didattico a cura di Vincenza Porfidio
– sabato 16 marzo (ore 21) Esibizione del gruppo dialettale La n’è mai tròpo tàrdio

Inoltre, in occasione della mostra, verrà proposto alle scuole cittadine e della provincia un laboratorio didattico curato dal Museo: “Storie da riscoprire: la tradizione del Carnevale della Spezia”. Immergendosi nella suggestiva atmosfera creata da costumi, fotografie e canzonette, si esploreranno le origini e gli sviluppi storici del Carnevale spezzino, per comprendere come nel passato si viveva e condivideva la festa e di quale significato sociale e simbolico si caricava: riscopriremo Batiston e Maìa, sé mogé, personaggi tipici riconducibili alla spezzinità.

Nel laboratorio, lavorando su sagome-burattino che li rappresentano, si ricreeranno i loro costumi, i volti e i gesti.
Inoltre, per tutti i bambini sarà possibile partecipare, previa prenotazione, venerdì 8 marzo dalle 16.30 alle 18.30 ad un laboratorio a cura di Vincenza Porfidio: “Carta, colla, colori e… Carnevale. Maschere di cartapesta”. In riferimento alla tradizione del carnevale, in cui largo spazio è dedicato alle maschere di cartapesta, sarà proposto un laboratorio in cui i partecipanti verranno coinvolti nell’uso espressivo ed artistico di questo materiale “povero” nella realizzazione di maschere colorate.

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