Installazione dei montascale a Brescia: come accedere ai contributi regionali e nazionali

L’abbattimento delle barriere architettoniche è una battaglia che proseguirà in Italia anche nel 2019. Si sono fatti passi da gigante rispetto agli scorsi anni, ma c’è ancora tanta strada da percorrere. Sul fronte della sensibilizzazione sulla tematica si è a livelli ottimali. Ciò grazie anche alle tantissime associazioni attive a tutela delle persone con disabilità. Anche la legislazione aiuta grazie a contributi sia nazionali sia regionali.

Molta strada invece va fatta ancora sul fronte dell’edilizia. Sono moltissimi gli edifici difficilmente accessibili ai diversamente abili. La situazione non è da emergenza, almeno non nel Nord Italia. In Lombardia e in città all’avanguardia come Brescia, infatti, gli edifici sono da tanti anni costruiti senza barriere architettoniche e giornalmente vengono programmati interventi per abbatterle. Per installare un montascale a Brescia si potrà usufruire sia delle agevolazioni nazionali sia di quelle previste dalla Regione Lombardia.

Installazione di un montascale a Brescia: contributi nazionali

Per effetto della legge esiste la possibilità di richiedere dei contributi per eliminare le barriere architettoniche (Legge 9 gennaio 1989, n. 13). Hanno diritto a presentare le domande di contributo le persone disabili con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti di carattere motorio ed i non vedenti. Ne hanno diritto anche coloro i quali hanno a carico persone con disabilità permanente. Ne beneficiano anche i condomini dove risiedano le suddette categorie di beneficiari. E infine i centri o istituti residenziali per i loro immobili destinati all’assistenza di persone con disabilità.

Hanno diritto di precedenza nell’assegnazione dei contributi le persone disabili in possesso di una certificazione attestante un’invalidità totale, con difficoltà di deambulazione. La domanda di contributo per l’acquisto è ammessa soltanto per interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche. I contributi sono erogati per interventi su immobili privati già esistenti dove risiedano dei disabili con limitazioni funzionali permanenti. Inoltre vengono accettate domande di contributo per immobili adibiti a strutture residenziali e assistenziali. Spetta al Comune verificare che la domanda non faccia riferimento ad interventi già esistenti o in fase di esecuzione.

Il contributo può essere erogato sia per un singolo intervento che per un intervento seriale. Rientrano ad esempio l’allargamento di un portone troppo stretto e l’installazione di un servoscala che consenta alla persona non deambulante di salire le scale. Nel caso in cui l’immobile è soggetto a vincoli storici, artistici o ambientali l’intervento va richiesto alle autorità competenti.

La domanda deve essere inoltrata al Sindaco del Comune in cui è ubicato l’immobile. Si presenta in carta da bollo ed entro il 1° marzo di ogni anno. Il richiedente deve essere il disabile o chi ne esercita la tutela o la potestà e deve fare riferimento al luogo nel quale egli ha la residenza abituale e per opere volte a rimuove gli ostacoli alla sua mobilità.

Cosa va allegato alla domanda?

Servono la descrizione delle opere e della spesa prevista. Non è richiesto un preventivo analitico. Bisogna allegare il certificato medico in carta semplice (redatto e sottoscritto da un medico) attestante l’handicap del richiedente. Se l’handicap consiste in una menomazione o limitazione funzionale permanente va specificato. Se invece il disabile è riconosciuto invalido totale con difficoltà di deambulazione, per avvalersi del diritto di precedenza, va allegata la certificazione dell’ASL di zona. Vengono ritenute valide anche le certificazioni di invalidità rilasciate da altre commissioni pubbliche. Per completezza della domanda serve un’autocertificazione in cui sia specificata l’ubicazione dell’immobile di residenza del richiedente su quale si intende intervenire. Vanno descritte le barriere architettoniche presenti. Serve anche una dichiarazione dell’interessato che gli interventi non sono già stati realizzati né sono in corso di esecuzione. É necessario esplicitare se per lo stesso intervento siano stati giù concessi altri contributi. Il disabile deve avere effettiva, stabile ed abituale dimora nell’immobile. Infatti se si tratta di una dimora stagionale o saltuaria non si ha il diritto ai contributi. Gli stessi vengono meno nel caso di cambio di residenza dopo avere presentato l’istanza o dopo avere effettuato i lavori.

Dopo aver presentato la domanda gli interessati possono realizzare le opere senza attendere la conclusione del procedimento amministrativo. Però si corre il rischio dell’eventuale mancata concessione di contributo. Quindi è preferibile attendere.

In base alle spese effettivamente sostenute e comprovate viene commisurata l’entità del contributo. Se le spese sostenute dal richiedente fossero inferiori al preventivo presentato, il contributo effettivo sarà calcolato sull’importo davvero pagato. Invece se le spese risultano superiori il contributo sarà in ogni caso conteggiato sul preventivo presentato.

I contributi erogabili

Sono i seguenti: fino a 2.582,28 euro. Il contributo erogabile è sino a copertura della spesa. Per una spesa da 2.582,28 a 12.911,42 euro il contributo è aumentato del 25% sulla spesa sostenuta che eccede i 12.911,42. Per una spesa da 12.911,42 a 51.645,69 euro il contributo è aumentato di un ulteriore 5% sulla cifra che eccede i 12.911,00.

L’erogazione del contributo avviene dopo l’esecuzione dell’opera ed in riferimento alle fatture quietanzate. Infatti il richiedente deve dare comunicazione al Sindaco della conclusione dei lavori con trasmissione della fattura. Le domande non soddisfatte nell’anno per insufficienza di fondi rimangono in ogni caso valide per gli anni successivi, senza la necessità di una nuova verifica di ammissibilità. Tuttavia esse perdono efficacia se vengano meno i presupposti del diritto al contributo come nel caso del trasferimento dell’istante in altra dimora.

I contributi sono cumulabili con quelli concessi a qualsiasi titolo al condominio, al centro o istituto o al disabile. Ma nel caso in cui l’altro contributo sia stato concesso per la realizzazione della stessa opera, l’erogazione totale non può superare la spesa realmente sostenuta. Per l’acquisto di questi ausili si applicano le agevolazioni fiscali previste per i mezzi di deambulazione e sollevamento (iva al 4%).

Installazione di un montascale a Brescia: contributi Regione Lombardia

Sono disponibili anche i contributi Barriere Architettoniche (BARCH) destinati ad enti ed operatori / disabili. La Regione Lombardia, infatti, mette a disposizione un servizio che permette agli operatori di gestire le richieste di contributo per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici residenziali privati. La Regione lombarda, per il tramite dei Comuni, eroga contributi ai soggetti privati in condizioni di svantaggio che intendano attuare l’eliminazione delle barriere architettoniche all’interno della propria abitazione di residenza (legge 9 gennaio 1989 n. 13 e legge regionale 20 febbraio 1989, n.6).

Entro il 31 marzo di ciascun anno, i Comuni devono inserire nell’applicativo Barch i dati riportati sulla domanda. Con decreto n.11783 del 7 agosto 2018, la Regione Lombardia ha approvato lo stanziamento di € 7.654.720,05 a favore dei comuni interessati dalle n.1887 richieste di contributo a valere sulla legge 13/89 (Fabbisogno 2013 – III elenco).

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