Il libro “Amico Faber” di Enzo Gentile racconta Fabrizio De André a 20 anni dalla sua morte

Milano. Vent’anni fa scompariva Fabrizio De André (11 gennaio 1999) e 130 testimonianze ripercorrono la sua vita e la sua carriera nel libro “Amico Faber” di Enzo Gentile. «Per inquadrare e raccontare l’artista italiano forse più amato e più rimpianto, per provare a ridefinire la somma di individui, l’uomo che raccoglie tutti gli uomini che è stato, l’idea vincente è parsa quella di affidarsi alle voci e alle storie di chi lo ha frequentato più o meno da vicino, dall’adolescenza fino agli ultimi giorni – ha accennato l’autore – Nel realizzare il mosaico ho cercato colleghi noti e persone rimaste sempre nell’ombra, amici famosi e comprimari sino ad oggi silenziosi e pure con tanti episodi da portare alla luce». Nell’ampia letteratura che ne abbraccia la storia, “Amico Faber” si inserisce con la scelta originale, e mai proposta prima, di coinvolgere e chiamare a testimonianza centotrenta amici, collaboratori, partner di musica e non solo: figure che lo hanno accompagnato nella lunga parabola artistica o nei più significativi passaggi della sua esistenza. Il lavoro lascia affiorare aneddoti, rivelazioni, momenti d’intimità che mettono a fuoco il messaggio e definiscono l’uomo: un viaggio che va dalla Genova degli esordi agli ultimi giorni, inseguendo la trama dei ricordi, dei pensieri, delle tracce più autentiche di un artista immenso, colonna sonora di ogni generazione. Infine questo volume è impreziosito in appendice da un’intervista autografa che l’autore fece a Fabrizio De Andrè nel 1985. «Tra le folle adoranti, che ancora oggi consumano i dischi e il ricordo di Fabrizio ho rintracciare uomini e donne in grado regalare, come fecero le sue parole, un po’ di lampi in un mondo di tenebre, passando dal bianco e nero al colore nel piacere sottile dell’artigianato – ha concluso l’autore – Certe conversazioni mi hanno aiutato a capire perché a intere generazioni le canzoni di De André hanno sfiorato, accarezzando l’anima, conquistandone amore incondizionato».

Fabrizio De André è il più amato tra i cantautori, artista che ha profondamente inciso nel costume e nella cultura italiana, figura ancora centrale che ha rispecchiato con i suoi dischi un pezzo di società e di storia del nostro paese, ha raccontato l’avventura umana dei più umili, ha fotografato il nostro tempo, ne ha espresso gli ideali e le sfumature della vita quotidiana con esemplare capacità di sintesi, spirito di denuncia e un’efficacia poetica tale da raccogliere i massimi riconoscimenti pubblici, di mercato, dei colleghi e degli addetti ai lavori. «Fabrizio, al di là di una credenza diffusa, era un uomo socievole e aperto che ha conosciuto e frequentato, ben oltre il suo ambiente, accendendosi di passioni che ha di volta in volta approfondite – ha sottolineato Gentile – I chiaroscuri di una vita, le spigolature di una cronologia da ricomporre come un puzzle infinito, sono gli ingredienti al centro di questo lavoro da cui emerge una geografia umana in cui prevale sempre l’affetto, l’amore anche nei contrasti, attraverso cui disegnare l’identità di un essere terrestre, non quella di un santo». La produzione di De André è disseminata di capolavori, dalle crude ballate degli anni sessanta fino alle composizioni più audaci e impegnative, come gli album “Le nuvole” e “Anime salve”, passando per l’affresco “Creuza de ma”, indicato tra i più importanti dischi di world music in assoluto. Enzo Gentile si occupa di musica praticamente da sempre, come giornalista, conduttore radiofonico, consulente per dischi, cinema e teatro, curatore di mostre e manifestazioni, docente; collabora per un centinaio di testate (Repubblica, Il Mattino, Il Sole 24 Ore, Epoca, Europeo, Diario, Jam, Rolling Stone, Linus), è direttore artistico di numerose rassegne musicali di grande seguito, tra cui “Suoni & Visioni”, “Music Club”, “Naturalmente pianoforte”, ha al suo attivo una ventina di libri e cataloghi, tra cui “Arcipelago rock” (Mondadori), “Il dizionario del pop-rock” (Zanichelli), “Beatles a fumetti” (Skira), “Time after time” (Hoepli), “Hendrix ‘68” (Jaca Book).

Redazione

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