Firenze. Educazione alla cittadinanza: raggiunto il traguardo delle 50 mila firme

Raggiunto il traguardo delle 50 mila firme necessarie per la proposta di legge di iniziativa popolare nata per volontà del sindaco Dario Nardella e della sua amministrazione e condivisa da molti sindaci nell’ambito di un lavoro di coordinamento dell’Anci, per introdurre un’ora alla settimana di educazione alla cittadinanza, come disciplina autonoma con propria valutazione, nei curricoli e nei piani di studio di ogni ordine e grado. L’iter fu avviato nella primavera scorsa e la raccolta di firme partì a luglio.

“Come sindaco – ha dichiarato Nardella – sento l’urgenza di avere cittadini sempre più consapevoli di vivere una comunità fatta di regole di civiltà condivise. Trovo necessario ripartire dalla scuola e dalle nuove generazioni per far conoscere temi semplici ma fondamentali: dall’educazione ambientale all’educazione civica, dal diritto italiano ed europeo alla Costituzione e alla legalità”. “Siamo felici – ha sottolineato il sindaco – di aver raggiunto questo obiettivo. In tanti hanno firmato e ci hanno chiesto informazioni, segno che abbiamo toccato un argomento molto sentito e via via crescente: chi butta una cicca per terra, chi sporca, chi danneggia, chi ignora i fondamenti del nostro vivere civile deve essere educato e non semplicemente represso. Un grazie sentito a tutti ad Anci, ai sindaci e a tutti coloro che si sono impegnati senza soste per il raggiungimento di questo importante obiettivo”.

In questi mesi anche tanti volti ‘noti’ hanno firmato: la senatrice a vita Liliana Segre, l’attore Gigi Proietti, il sovrintendente del Maggio Musicale fiorentino Cristiano Chiarot e gli orchestrali del Maggio, il campione di volley Andrea Lucchetta ed il campione paraolimpico di lancio del peso Tapia Oney, il campione di tennis Adriano Panatta, il giornalista e conduttore tv Sigfrido Ranucci, l’attore Gaetano Gennai, l’astronauta Paolo Nespoli, ed altri. La bozza di legge prevede l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza con voto autonomo e, dove non si optasse per l’introduzione di una nuova ora ai quadri orari, comporterà la rimodulazione degli orari delle discipline storico-filosofico-giuridiche. Gli obiettivi specifici di apprendimento dovranno necessariamente comprendere, nel corso degli anni, lo studio della Costituzione e di elementi di educazione civica, delle Istituzioni dello Stato italiano e dell’Unione europea, dei diritti umani, dell’educazione digitale, dell’educazione ambientale, di elementi fondamentali di diritto e dell’educazione alla legalità. L’insegnamento potrà essere affidato ai docenti abilitati nelle classi di concorso per l’italiano, la storia, la filosofia, il diritto e l’economia. La proposta, rivista grazie al contributo del mondo della scuola, affida a una Commissione costituita ad hoc presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca (MIUR), sentito il Comitato scientifico per le indicazioni nazionali, il compito, tra l’altro, di “provvedere alla corretta collocazione della materia in seno ai curriculi e ai piani di studio dei diversi cicli di istruzione, nonché di optare per l’aggiunta di un’ora ai curriculi o per la sua individuazione nell’ambito degli orari di italiano, storia, filosofia, diritto”.

Condividi su...
Share on Facebook
Facebook
0Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin