Se Atene piange, Sparta non ride. Vanno male le due squadre della Capitale. La Roma pareggia a Cagliari, spreca anche la Lazio sempre 2-2 in casa contro la Sampdoria. Dopo l’1-0 di Quagliarella e quasi un’ora a inseguire, ecco il pareggio di Acerbi, quindi il 2-1 di Immobile su rigore con la Var e, all’ultimo respiro, il 2-2 con Saponara. Si specchia l’immagine di una Lazio che resta nel bel mezzo di una crisi, ma almeno si prende un punto con la Sampdoria, dopo essere rimasta sotto di un gol per quasi un’ora, avere ribaltato ed essere stata raggiunta. I problemi restano gravi, numerosi e irrisolti in casa biancoceleste. Il 2-2 dell’Olimpico lo conferma. Giocatori svogliati, altri fuori forma, altri ancora l’ombra di se stessi. Forse la squadra ha solo bisogno si serenità e non è certo aiutata dalle tensioni che emergono dall’ambiente. La Lazio non trova continuità nel fraseggio e subisce i capovolgimenti di fronte della Samp. Gli ospiti passano al 21′, al culmine di un’azione da manuale, con il pallone che viene toccato (una volta) da più giocatori: Ramirez serve Linetty che di tacco fa pervenire il pallone sulla sinistra a Murru, il cui cross attraversa tutta l’area e finisce sui piedi di Quagliarella che non fallisce l’appuntamento con con il gol. La Lazio accusa il colpo ma prova a reagire: è nella ripresa che i biancocelesti riescono a dare il meglio, perché chiudono gli avversari nella propria metà campo e al 34′ pareggiano con Acerci, che raccoglie un colpo di tacco di Parolo, dopo un angolo dalla destra e supera Audero. Bereszynski riesce a farsi espellere nel finale, ma il bello arriva nel recupero: punizione di Luis Alberto che Ekdal tocca con un braccio. Sembra tutto ok, ma Massa fa il gesto della Var e la va a consultare: rigore. Immobile supera Audero con un interno destro rasoterra e preciso. La Samp ha ancora la forza di riportarsi in avanti e Saponara trova un gol incredibile.
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