Giallo a sfondo storico ambientato tra Milano e Mandello del Lario

Un romanzo giallo. E’ lo spazio torbido di Simone Cozzi a sfondo storico ambientato tra Milano e Mandello del Lario nel 1933, in piena epoca fascista e negli anni dell’ascesa di Hitler. Il contesto è molto importante per introdurre il protagonista: nell’accurata descrizione del periodo fascista si inserisce infatti per contrasto il pensiero di Vittorio Ripamonti, uomo tormentato e solitario, che nonostante l’appartenenza al corpo di polizia devoto al Regime riesce a guardare oltre la propaganda, e a capire la falsità e l’illogicità del momento storico in cui fatica a vivere. Ripamonti è dilaniato tra il bisogno di contatto umano e la repulsione per la sua gente, ormai preda della massificazione del pensiero individuale; questa lotta interiore lo porta a isolarsi per poi tentare un approccio con l’esterno che immancabilmente lo delude, e lo fa chiudere di nuovo in sé stesso: “il confronto con le persone era solito procurargli un senso di oppressione insostenibile”. Oltre a essere solo è anche un uomo profondamente sensibile, caratteristica essenziale per far bene il suo lavoro di investigatore ma che, come nell’omicidio su cui si trova a indagare, lo porterà a immedesimarsi con il lato oscuro dell’assassino, a chiedersi incessantemente se si ha davvero una scelta quando lo spazio torbido presente nell’anima di ogni uomo emerge, e se è possibile ricacciarlo nel buio da dove è venuto o se è più semplice e appagante lasciarlo uscire. Con la sua umanità e le sue domande esistenziali, che sono poi quelle di ogni essere vivente, Vittorio Ripamonti entra nel cuore del lettore, e se anche la trama di Lo spazio torbido è trainata dalle acute indagini per l’omicidio dell’ambiguo dottore Giorgio Schmitz, ciò che più risalta e illumina la narrazione è la figura del Delegato di polizia tormentato dalle tante facce della natura umana. Egli vive con estremo dolore la manipolazione delle menti a opera del fascismo, la diffidenza e la violenza nei confronti del diverso, l’assenza del senso critico nel popolo e soprattutto il gusto perverso di far male, di distruggere vite innocenti: “non aveva voglia di smarrirsi di nuovo nello spazio torbido della mente umana, dove il dolore e la morte altrui trovavano la propria genesi”. La bellezza dell’anima crepuscolare del protagonista sembra rispecchiarsi in una frase nelle ultime pagine del romanzo: “poche luci cercavano di combattere l’inevitabile buio”, e non si può non ravvisare in quelle poche luci la figura di Ripamonti, ultimo baluardo di speranza in un mondo che sta andando in frantumi.

Chi è Simone Cozzi

Nato a Milano nel 1967. Dal 2011 al 2017 ha curato il blog Le cronache di Sigma. Nel 2014 ha preso parte al Cochonnerie-Labile Collettivo, con il quale ha pubblicato Fatti mangiare dall’amore. Con Panda Edizioni ha pubblicato nel 2015 il suo primo romanzo La pace inquieta e nel 2016 Doppio Strato. Lo spazio torbido (2018) è il suo terzo romanzo.

Redazione

Recent Posts

Festa dell’Unità a Catania – Panel su: Festival e Cineturismo

Domani, lunedì 28 settembre 2026, alle ore 17.30, a Villa Pacini a Catania, nell’ambito della…

34 minuti ago

Porto Torres e Kayemor, si rafforza il gemellaggio con il Senegal

Si è conclusa venerdì 25 settembre, con una tavola rotonda ospitata al Palazzo del Marchese,…

4 ore ago

Cimiteri, shock a Roma: salme “fatte a pezzi”. E torna alla mente il “precedente” di Napoli

Sette licenziamenti, quattro sospensioni e un'indagine che arriva sul tavolo della Procura. È quanto emerge…

4 ore ago

Iran, Araghchi all’Onu: «Un piano di sette giorni per riaprire lo Stretto di Hormuz»

L’Iran ha proposto agli Stati Uniti un piano concreto di sette giorni per consentire la…

7 ore ago

Dall’Argentina all’Australia, passando per Canada, Stati Uniti e Germania: il richiamo dell’Italia continua a vivere nel cuore degli emigrati

La nostalgia non conosce fusi orari. A migliaia di chilometri dalla Penisola, milioni di italiani…

12 ore ago

Foto manipolata con l’IA, Siracusano accusa Vannacci: «Mi ha spogliata, lo denuncio»

La sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano accusa Roberto Vannacci di aver pubblicato…

17 ore ago