Milano. Offerta residenziale sociale: si passerà da 515 a 1.000 posti

Potenziare l’offerta residenziale, migliorandone la qualità e aumentando i posti disponibili, e rendere strutturale la sperimentazione portata avanti con successo negli anni scorsi. È l’obiettivo che persegue il Comune di Milano con la delibera di Giunta sulle linee di indirizzo per la coprogettazione del servizio di residenzialità sociale temporanea per il quadriennio 2019-2022.

La sperimentazione di questo innovativo modello di accoglienza residenziale, che prevede un accompagnamento specialistico e individuale, è partita nel 2014 e nel triennio 2015-2018 sono state 989 le persone ospitate nei 515 posti disponibili. Il nuovo bando che verrà lanciato nelle prossime settimane punta ad aumentare la disponibilità fino a raggiungere i mille posti per le persone con fragilità che hanno bisogno di un supporto per ritornare a una condizione di autonomia.

Questa nuova offerta di accoglienza non è solo uno strumento per contrastare gli effetti dell’emergenza casa andando incontro alle esigenze di nuclei familiari che hanno bisogno di un supporto temporaneo, ma ha anche garantito un importante risparmio per il Comune. Se prima, per far fronte al bisogno, spesso le famiglie venivano collocate impropriamente nelle comunità per minori, con questa nuova soluzione i nuclei hanno a loro disposizione alloggi dedicati e molto meno costosi. Il risparmio calcolato supera i 2 milioni di euro all’anno che sono stati reinvestiti nel sociale per l’accoglienza.

In particolare, l’Amministrazione cerca soggetti del Terzo settore che si candidino per coprogettare e gestire insieme al Comune i servizi di accoglienza e accompagnamento sociale all’autonomia mettendo a disposizione dei posti letto in strutture proprie o gestendo il servizio in strutture di proprietà dell’Amministrazione. L’obiettivo è compilare un elenco degli enti gestori disposti a ospitare sia persone sole che nuclei familiari in difficoltà per un massimo di 18 mesi. Le proposte saranno valutate da un’apposita commissione tecnica che assegnerà a ognuna un massimo di 100 punti. Potranno essere inserite nell’elenco quelle che avranno ottenuto un punteggio minimo di 65. Il Comune corrisponderà all’ente gestore una quota stabilita sulla base del tipo di accoglienza offerta. Per l’anno 2019 la spesa prevista per questo tipo di accoglienza ammonta a 4.876.309 euro (nel 2017 erano stati 1.459.000 euro), per un totale di oltre 18 milioni di euro di spesa prevista fino al 2022.

Tra le novità previste c’è la possibilità di attivare forme di compartecipazione alla spesa da parte degli ospiti dopo i primi sei mesi di accoglienza gratuita e di prevedere l’accoglienza dell’intero nucleo familiare a fronte del pagamento di una quota da parte del padre. Tale scelta è stata compiuta, nei limiti delle risorse alloggiative disponibili, considerando l’importanza di non separare i membri di una stessa famiglia.

“Il modello della RST – commenta l’assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino – ha dimostrato la sua efficacia negli anni precedenti: a fronte di un periodo di permanenza massima fissato in 18 mesi, infatti, la media si assesta intorno agli 11, a conferma dell’utilità dell’accoglienza temporanea che consente alle persone di uscire dalla condizione di disagio sociale e abitativo contrastando contemporaneamente gli effetti dell’emergenza casa e impedendo alle famiglie di dormire in macchina. Ecco perché vogliamo proseguire su questa strada, potenziando il servizio e dando alle persone che si trovano momentaneamente in difficoltà una possibilità per riprendere in mano la loro vita”.

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