Agronomi e prof dell’Università di Bari diventano piloti di droni

Un bel segnale positivo offerto dall’Ordine degli Agronomi e Forestali di Puglia . Il Direttore Oronzo Milillo, con uno sguardo rivolto al futuro, ha voluto organizzare un corso per piloti di aeromobile a pilotaggio remoto rivolto a dottori agronomi e professori della Facoltà di Agraria della Università di Bari. Collaborando con l’Aeroclub Ceraso “il nido delle aquile” gli allievi sono stati formati come piloti. A tutti i piloti è stata impartita anche una formazione relativa alla agricoltura di precisione, una tecnica in cui il sud ora sarà tra le prime regioni in Italia. In una regione come la Puglia, dove la agricoltura è un settore trainante per l’economia, è necessario passare ad una agricoltura 4.0. La figura dell’agronomo è essenziale per aumentare i profitti mediante la conoscenza e la sperimentazione. Aumentare la produzione, migliorare la qualità dei prodotti, diminuire la quantità di fertilizzanti e antiparassitari concentrandoli solo dove serve è studio della agricoltura di precisione. In un’era in cui sempre più scarseggia il bene più importante per la agricoltura, l’irrigazione mirata solo la dove realmente serve, permetterà un risparmio di oltre il 30% delle risorse idriche destinate alla agricoltura. Minore spreco di acqua e fertilizzanti non rappresenta solo un traguardo etico di salvaguardia dell’ecosistema ma anche un risparmio economico che si trasforma in riduzione di spese e quindi maggior profitto. Ciò aiuterà le imprese agricole a fare quel salto di qualità che già è iniziato in altre parti del mondo. La buona notizia è che il sud non arriva ultimo. La Puglia si è dimostrata intraprendente e il 4 ottobre, presso la aula Magna della facoltà di Agraria sarà un piacere vedere tante giovani brillanti menti del nostro sud ricevere l’attestato di Pilota di Aeromobile a Pilotaggio Remoto APR. Questi Dottori in agraria potranno offrire un nuovo servizio a tutte le aziende agricole del meridione. Essi, pilotando un drone munito di telecamera ottica e multi spettrale, potranno rilevare le caratteristiche del terreno della azienda, scoprirne tutti i segreti e assegnare le giuste indicazioni per produrre meglio e più economicamente. La camera multi spettrale a bordo dell’APR (drone) rileva tutte le frequenze luminose assorbite e/o riflesse dalla pianta. L’’agronomo, interpretando tali dati, è in grado di dare in pochi minuti le giuste indicazioni. Così come un medico si allarma qualora un paziente smetta di nutrirsi, così l’agronomo è in grado mediante la spettro camera del drone, di capire lo stato di salute della pianta. Il vantaggio è che può farlo in tempi brevissimi dato che un drone può analizzare anche 100 ettari in un giorno. L’immediatezza della terapia, data la precoce diagnosi, fanno si che gli eventuali danni di una malattia su una piantagione diminuiscano drasticamente salvaguardando il prodotto in qualità e quantità. E’ davvero molto importante che gli agricoltori siano informati di queste nuove opportunità che potranno essere offerte da questi giovani pionieri. La cerimonia di consegna degli attestati di volo e delle aquile da pilota il giorno 4 ottobre 2018 alle ore 15,30 presso la aula magna della facoltà di Agraria.

Redazione

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