Il generale Antonino Maggiore a capo dell’Agenzia delle entrate

“Abbiamo nominato il generale della guardia di Finanza Antonino Maggiore a capo dell’Agenzia delle entrate. E’ un nome di garanzia, di grande esperienza e di onestà, che mi riempie di orgoglio”. Ad annunciarlo su Facebook il vice premier Luigi Di Maio, al termine del Consiglio dei ministri. “Abbiamo anche azzerato – aggiunge – i vertici dell’Agenzia delle dogane e dell’Agenzia del demanio”.

Nell’ultimo Consiglio dei ministri prima della pausa estiva, arriva la decisione di sostituire Ernesto Maria Ruffini, voluto da Matteo Renzi. Al suo posto i grillini hanno scelto Antonino Maggiore. “Lavorerà – rivendica Di Maio – nell’interesse dei cittadini onesti e sarà nemico dei grandi evasori”.

All’Agenzia delle dogane arriva Benedetto Mineo, che fu a.d. di Equitalia prima di Ruffini. All’Agenzia del demanio il governo indica il prefetto Riccardo Carpino. In quei due ruoli centrali per funzioni come il “controllo dei porti” e la “lotta al gioco d’azzardo”, sottolinea ancora Di Maio, prima c’erano “un ex sindaco del Pd e un ex parlamentare del Pd”.

Il Consiglio dei ministri approva anche l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti vacanti e disponibili, per l’anno scolastico 2018/2019, “57.322 unità di personale docente, di cui 43.980 docenti su posto comune e 13.342 docenti su posto di sostegno; 46 unità di personale educativo; 212 dirigenti scolastici; 9.838 unità di personale Ata”, si legge nel comunicato stampa finale.

Dal Cdm via libera anche al ddl del ministro della Salute Giulia Grillo che introduce un’aggravante per l’aggressione al personale sanitario durante l’esercizio delle funzioni. Nell’art. 61 del codice penale, infatti, si preciserà che l’aggravante riguarderà la violenza ma anche solo la minaccia a medici e infermieri. Istituito anche un osservatorio antiviolenza.

Il ministro per la Pubblica Amministrazione preannuncia poi l’intenzione di predisporre un disegno di legge per un riassetto dalla Pubblica Amministrazione, cosiddetto ddl “concretezza”. Rinviato, invece, a settembre il nodo della presidenza della Rai.

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