In Italia sempre più social e meno tv

La fibra spinge la banda larga in Italia. I dati dell’osservatorio sulle comunicazioni presentati dall’Agcom dicono che a marzo scorso le linee fisse a banda ultra larga sono aumentate di 840 mila unità rispetto all’anno precedente, a 16,8 milioni di linee. Si sono ridotti gli accessi broadband in tecnologia xdsl (-1,69 milioni), ma la riduzione è più che bilanciata dalla crescita (+2,64 milioni) degli accessi con altre tecnologie, di qualità superiore, che a fine marzo hanno raggiunto i 6,47 milioni. Anche quando si usano i social la nostra sicurezza online è in pericolo. E’ quindi indicato seguire le istruzioni illustrate da Anonymster in questo articolo.

A trainare la crescita sono le linee fttc (fibra fino al cabinet, cioè all’armadietto) e ftth (fibra fino alla casa). Dopo aver superato il milione di unità a fine anno, gli accessi fixed wireless access (fwa) crescono ulteriormente, raggiungendo 1,1 milioni di linee. Migliora anche la qualità delle prestazioni. Il peso degli accessi con velocità maggiore di 30 megabit al secondo, pari al 31,2% del totale, ha superato quello delle linee meno veloci (sotto i 10 mbit/s). Le linee con velocità compresa tra 30 e 100 megabit al secondo a fine marzo hanno superato i 3,1 milioni (+1,25 milioni), mentre quelle con velocità pari o maggiore di 100 megabit hanno raggiunto i 2,1 milioni (+1,19 milioni di linee su base annua).

Gli operatori

Il quadro competitivo degli accessi broadband e ultrabroadband vede Tim quale maggiore operatore con il 44,9%, seguito da Vodafone, Fastweb e Wind Tre con quote comprese tra il 14 ed il 15% circa. Nel segmento ultrabroadband, il peso di Tim sale al 47,5% mentre nella fascia 30-100 Mbit/s, “grazie soprattutto alla crescente diffusione delle linee in fibra su rete mista rame (FTTC), sfiora l’80%”. Tra gli accessi a meno di 100 Mbit/s, Fastweb risulta largamente il maggiore operatore con un peso pari quasi al 50%. Cresce anche la rete mobile con 2,5 milioni di sim: le M2M sono aumentate di 4,1 milioni di unità, mentre quelle che prevedono servizi “solo voce” e “voce+dati” si riducono di 1,6 milioni di unità. Wind Tre e Tim rappresentano entrambe il 30,8% del mercato.

Quasi un italiano su due su Facebook

Il rapporto dell’Agcom fotografa anche l’uso che gli italiani fanno dei social e della tv. Tra i social Facebook è il più usato, quasi un italiano su due, oltre 27 milioni di utenti unici. La navigazione sulla piattaforma, che comprende l’uso di whatsapp, supera le 25 ore mensili medie a persona. Significativa anche la crescita di Instagram (+2,7 milioni di utenti), di Linkedin (+1,6 milioni di navigatori), di Pinterest (+1,6 milioni) e l’utilizzo di Google, +10%.

Quanto alle tv, La7 di Urbano Cairo vince la sifda con Rai, Mediaset e Sky. Nel giro di un anno, da marzo 2017, la Rai, che raggiunge il 36%, ha perso 0,7% di ascolti; Mediaset, che ottiene uno share del 32,5%, ne ha ceduti 0,2%. In flessione anche le quote di 21st century fox/sky italia e di discovery (-0,2 punti percentuali). La7 guadagna il +1,4% di share. Analizzando l’evoluzione delle audience delle edizioni serali dei principali telegiornali, nel giorno medio il Tg1 con 5,7 milioni di ascoltatori precede il Tg5 (4,7 milioni; +0,4%). Aumentano anche gli ascolti del Tg3, che supera i 2 milioni di telespettatori medi (+0,9%) e della Tgr seguita da 2,6 milioni di italiani (+1,2%). Performance positive per il Tg La7 e il Tg2 (+0,4%), Studio Aperto e Tg4 (+0,6%).

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