Milano. Ecco il futuro dell’acquario civico

Garantire l’equilibrio dell’ecosistema in cui vivono i circa 600 pesci d’acqua tra dolce e salata, le 30 tartarughe e le numerose specie di invertebrati mediterranei e tropicali. Per farlo, occorre un costante lavoro di monitoraggio e manutenzione delle vasche e degli impianti acquariologici che le alimentano, un servizio che il Comune di Milano garantisce 24 ore su 24. Perché l’Acquario civico e la Stazione idrobiologica di viale Gadio possano continuare ad essere ambienti vivi e a rappresentare un punto di riferimento per la città e per i numerosi visitatori, sono state tracciate e approvate dalla Giunta le linee guida per l’affidamento del servizio per i prossimi tre anni (2019-2021, visto che il contratto in corso è in fase di proroga e avrà termine a fine 2018), e decisa una spesa di circa 456 mila euro. L’Acquario civico presenta un percorso espositivo interno (23 vasche) ed una parte espositiva esterna nel giardino posteriore, con una serie di bacini artificiali che rappresentano le più importanti zone umide della Pianura Padana. È presente anche un’area dedicata alla gestione interna di servizio (quarantena) per animali che per diversi motivi non sono esposti. L’ecosistema dipende dal mantenimento dell’insieme dei caratteri chimici dell’acqua; per questo è necessario che gli impianti funzionino sempre in modo corretto ed eliminino le sostanze in eccesso come azoto e fosforo. Gli impianti acquariologici sono quindi formati da una serie di tubi che, attraverso una pompa, tolgono dalla vasca l’acqua sporca per restituirla pulita e alla giusta temperatura. L’acqua sporca, infatti, una volta aspirata dalla vasca, passa attraverso filtri meccanici (sabbia) e biologici (batteri) che trattengono le impurità e ne modificano i composti azotati. L’acqua viene poi raffreddata e sterilizzata e reimmessa in vasca. Tutto sotto la sorveglianza di un software (PLC) in grado di monitorare velocità dei flussi, temperature, livelli delle vasche, conducibilità, e che va in allarme se qualcosa non funziona. La Palazzina Liberty, edificata come padiglione per l’Expo di Milano del 1906 ed inaugurata come Acquario nel 1908, dopo la ristrutturazione avvenuta tra il 2003 e il 2006 è stata dotata di una moderna tecnologia degli impianti che necessita di un’adeguata manutenzione giornaliera da parte di professionisti perché sia garantito il benessere degli organismi ospitati come previsto dalla normativa vigente. In quell’occasione, è stato anche installato un sistema di software in grado di monitorare alcune funzioni vitali degli impianti, in modo da garantire una sorveglianza 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno.

Redazione

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