Uno, due, dieci volontari pronti a sfamare gli ultimi. Stranieri e italiani. C’è quasi sempre qualcuno che spinge la carrozzina con su un disabile, parenti e talvolta persone pagate apposta. Ma se manca uno scivolo, se il gradino è troppo alto, compare la solidarietà: due, quattro e più braccia, a sostenersi a vicenda nello scopo di sollevare e consentire a chi non può farlo sulle proprie gambe di proseguire il viaggio e che dire, poi, di altri viaggi, quelli della speranza? A Lourdes a Medjugorje, pellegrinaggi di fede e di solidarietà. Solidarietà che appare tante volte tra i flutti e si materializza in un salvagente, in un pasto caldo a bordo, in altre mani che si tendono all’approdo per offrire un tetto provvisorio e ancora pasti caldi. Si stima che in Italia le istituzioni non profit attive siano più di 300 mila e che impegnino circa 5 mila persone retribuite. Il resto, oltre l’80 per cento di chi scende in campo, lo fa su base volontaria. Senza alcun ritorno economico, quindi, ma tanto, tanto, in termini di soddisfazione personale e gratitudine da parte di chi ha ricevuto.
Solidarietà e Clownterapia negli ospedali italiani
Bomboniere solidali della Teniamoci Per Mano Onlus
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