La sessualità dei club privè a Roma

Tra le trasmissioni di successo del 2018 c’è senza dubbio Non è l’Arena. Massimo Giletti ha confermato tutta la sua bravura anche nel sapere scegliere gli argomenti più discussi ed in grado di catturare l’attenzione del telespettatore. Tra questi argomenti il mondo del sesso. Le inchieste giornalistiche hanno anche toccato temi come Club Prive Roma. “La sessualità dei club privè non è solo genitale” ha dichiarato su La7 la sessuologa Rosa Maria Spina, ospite del giornalista ex Rai Uno. L’esperta ha spiegato al pubblico il fenomeno degli scambisti. “Ci sono coppie che cercano la trasgressione al loro interno. Andare in questi club può essere pericoloso solo se la coppia è già in crisi”.

I club privé : chi li sceglie

“Ho iniziato nei club privè perché mi piaceva trasgredire, ma sempre in coppia”. E’ il racconto della pornostar Michelle Ferrari che si è aperta da Massimo Giletti a Non è l’arena. Il conduttore ha incalzato sostenendo che conosce “altri club…”. “Dobbiamo fare qualcosa” ha replicato scherzando la Ferrari. Giletti ha affrontato la tematica con fare pungente ed incisivo. “Dobbiamo provvedere, queste lacune vanno colmate… Mi dà i compiti. All’una di notte torno a casa e comincio a studiare”.

Tra gli ospiti della trasmissione anche Malena, pornostar scoperta da Rocco Siffredi. L’ex componente dell’assemblea nazionale del Pd ha raccontato come è entrata nel mondo a luci rosse. “Ero innamorata del mio lavoro da agente immobiliare. In 10 anni ho creato un’agenzia affermata. Nonostante ciò, ha sempre avuto un lato che aveva voglia di scoprire. Ho sempre avuto quel lato birichino che aveva voglia e curiosità di esplorare la sessualità”. Giletti con ironia pungente ha replicato. “Beh diciamo che l’ha esplorata abbastanza… Per carità… Ce l’aveva nella sua natura, anche da ragazzina forse…”. Anche Malena, come il pubblico in studio, si è messo a ridere per la verve del conduttore di Non è l’Arena.

Lavorare nei club privè

Sono luoghi di lavoro a tutti gli effetti dove decine di persone sono impegnate così come raccontano le cronache dei vari giornali. C’è chi si definisce “fortunato”. “Sai… Ho trovato un bel lavoro, devo stare di guardia in corridoio e sorvegliare davanti alle camere che non succeda nulla”. Le camere sono quelle di un club privé, un locale di scambisti. Il lavoro dell’intervistato è di “rimanere lì fuori dalle porte, tutta la sera, per controllare che nessuno si avvicini alle camere mentre la gente si incontra”.

Passeggiare su e giù in un corridoio a controllare che tutto vada per il meglio è certamente meno faticoso di tanti altri lavori come stare in una pizzeria a Roma a fare ad esempio il cameriere o in un supermercato come repartista. Si lavora principalmente di notte, ma questo è un lavoro come tutti gli altri. Anzi verosimilmente più redditizio. L’industria del sesso anche in Italia ha fatturati consistenti.

Aumentano i club privè

Sono attività di successo che quindi si moltiplicano sopratutto in grandi città come Roma. Alcuni club privé hanno preso il posto di ristoranti e sono divenuti casolari del piacere. Nello spazio di poche ore c’è letteralmente la fila per lavorare in queste attività.

Dai guardiani delle camere a coloro che stanno al bar, al personale che controlla gli ingressi, ai parcheggiatori, passando per coloro che allestiscono le location. I gestori dei circoli aumentano a vista d’occhio.

Sono nate nuove professioni come il guardiano delle camere, il vigilante delle coppie di scambisti. Sono lavori, nuove professioni frutto di un’epoca che inventa nuovi mestieri e sdogana luoghi comuni anche in un Paese come l’Italia fortemente conservatore. Le nuove professioni dedicate al mondo hard consentono ai protagonisti di guadagnare lauti stipendi mensili.

Gli orari di lavoro sono perlopiù concretati la sera dalle 22 fino al mattino alle 4. Il sabato si lavora di più e si vedono le luci dell’alba. I club privé sono aperti da tantissimi anni. Ci sono strutture con 2 mila metri quadri coperti immersi in 18 mila di parco. Hanno la propria pagina Facebook come un qualunque locale alternativo che unisce la discoteca, una Spa del benessere e l’American bar alla trasgressione del privé. Qui gli ambienti sono dedicati a “chi vuole vivere i piaceri della vita e della sessualità fuori dai comuni schemi” spiegano i diretti protagonisti.

Gli ambienti dei privè

Sono appartati, con luci soffuse. Il privè del locale consente ai soci situazioni focose, stanze e giochi per coinvolgere “oltre ogni aspettativa sino a raggiungere l’estasi dei sensi”. Alle finestre ci sono tende con stoffe blu che non lasciano passare nulla.

Ci sono villaggi per scambisti. Si va dalla stanza delle ombre cinesi al confessionale. Si passa dalla dark labirint room al muro del pianto. Dal cinema con proiettore e schermo gigante, all’acquario umano. Ci sono stanze dell’acqua, dell’aria, della terra e del fuoco. Ma anche double room, sbarre, specchi, vetro, veli, luci e suoni. Sono tutti elementi per stimolare la fantasia erotica. Ci sono anche zone le cui stanze (vigilate) sono riservate solo alle coppie.

I club privè sono a tutti gli effetti dei tempi della trasgressione, come avviene per altri simili locali, bisogna essere soci. All’ingresso si acquista una tessera. Poi i prezzi cambiano in base allo stato “sentimentale”. Se entra una coppia, un single, una donna sola. I locali funzionano. Hanno un giro di clienti che vengono da luoghi diversi. Roma poi è una città turistica e dove ci sono anche diversi vip e borghesi benestanti. I club privé danno lavoro a diverse persone tra bar, ristorante, discoteca e personale per le camere.

E’ la fantasia a predominare. Si organizzano feste ironiche che vanno dal party dei lavoratori con sei spogliarellisti in pista alla serata al Parlamento allo spoglio elettorale. Anche la trasgressione fa rima con occupazione. Il club funziona anche come una sorta di ufficio di collocamento del sesso per reclutare aspiranti attori e attrici hard (età 20 – 60 anni) per serie tv tematiche. E’ un mondo complesso e variopinto, fatto di trasgressione e piacere, un pianeta che cresce sempre più alla luce del sole nell’Urbe e in tutta Italia.

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