Commercio elettronico 2018: il panorama italiano

Non c’è settore escluso dal commercio elettronico. Tutti i segmenti dell’economia si muovono sul web. Ci sono aziende nate in rete e che sono rimaste attive solo in internet. Altre invece che da virtuali sono diventate anche reali con punti vendita. Altre ancora che dai negozi fisici sono passate a quelli virtuali oppure hanno abbinato entrambe le soluzioni. Un esempio di azienda digitale con un bel progetto online è sexymachine.it, dedicata agli acquisti di sex toys. Questo portale testimonia come proprio tutti i settori indistintamente, nessuno escluso, sono ormai attivi in rete. Ci sono chiaramente quelli che vanno per la maggiore ed altri che hanno dati consolidati. Li vedremo nel corso dell’articolo.

E-commerce 2018: la crescita

L’economia nel suo complesso non può più prescindere dall’e-commerce. Il commercio elettronico è in crescita esponenziale. Nel 2018 i numeri degli acquisti online sono destinati a crescere vertiginosamente. Anche in Italia la tendenza è verso il boom. Basta guardare ad Amazon che nel nostro Paese occupa centinaia di persone e che sta aprendo centri di smistamento nelle diverse aree geografiche. Gli ordini fioccano e così le consegne. C’è un vorticoso aumento del commercio elettronico. Una crescita irrefrenabile che, ad esempio negli USA, ha decretato il ko anche di marchi importanti della grande distribuzione. Sono sempre di più le aziende che nascono direttamente digitali.

Commercio elettronico 2018: le tendenze

Ci sono dei settori che fanno da traino allo sviluppo dell’ecommerce. A trascinare il commercio via web è a sorpresa l’Europa che ha superato gli USA nelle vendite online. E’ l’Italia insieme all’Olanda a guidare i click di chi fa shopping online.

Anche nell’ambito del commercio elettronico incide la forza del sistema italiano in materia di export. Non sono gli italiani, infatti, a fare salire le vendite online, ma gli acquirenti esteri che scelgono di comprare da aziende online made in Italy. Il marchio italiano funziona in tutti i settori, è sinonimo di qualità e di garanzia dell’acquisto. La reputazione online delle aziende del nostro Paese è sensibilmente più alta di quella di altre Nazioni.

La Casaleggio e Associati ha stimato il fatturato del mercato italiano ecommerce in 31,7 miliardi di euro. L’orientamento delle imprese italiane è evidentemente sempre più verso la rete. L’ecommerce non è più un optional ma diventa cuore pulsante dell’attività d’impresa.

Commercio elettronico: i settori su cui investire

Nel 2018 si attende un +38% dal settore alimentare. Seguito a ruota dal +31% dal segmento salute, beauty, cura della persona.  Seguono casa e arredamento con il +29%, la moda +28%, l’editoria +18%, il turismo +9%, le assicurazioni +9%, l’elettronica +4% e il tempo libero +2%. Sono queste le prospettive di crescita. Alcuni settori hanno sistemi di transazione online ormai collaudati. Ci sono settori dove, invece, ci sono più margini come quello casa e arredamento. Si tratta di un segmento con un fatturato basso nelle vendite online ma con una stima di crescita del 29% e che pertanto potrebbe registrare il boom nell’anno in corso. Le imprese stanno studiando le strategie per sfruttare le opportunità ed aumentare i propri fatturati.

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