E’ naufragato per sempre il sogno di diventare estetista. La ragazza di San Giovanni è stata uccisa e fatta a pezzi. Il corpo di Pamela Mastropietro è stato poi abbandonato nelle campagne di Pollenza.
I suoi resti erano in due trolley. La giovane romana era ospite da alcune settimane della comunità di recupero Pars di Corridonia. Ma si era allontanata volontariamente il 29 gennaio, senza telefono e senza documenti.
In stato di fermo c’è anche un nigeriano, già noto alle forze di polizia. È stato a lungo interrogato in caserma e poi accompagnato dai Carabinieri in un condominio in via Spalato 124 a Macerata. L’africano è stato individuato grazie alle immagini del sistema di sicurezza nei pressi di una farmacia, nelle quali appare mentre sta seguendo la vittima. I Carabinieri si erano attivati subito dopo la denuncia della scomparsa della Mastropietro, e avevano capito che non se era andata via dalla zona, arrivando al massimo fino a Macerata.
Il nigeriano, che si trova in Italia regolarmente, ha ammesso di avere notato e seguito Pamela, ma di averla poi persa di vista. Ha negato anche qualunque coinvolgimento nell’omicidio. Avrebbe indicato altre persone che, secondo lui, potrebbero essere implicate. Lo straniero sarebbe stato fermato per omicidio insieme ad altri suoi connazionali.
Il corpo smembrato e senza vestiti, era pulito e non presentava tracce di sangue. Una barbara esecuzione. Un ingiusto accanimento contro una ragazza giovane, bella, piena di vita. Tutta Roma è in lacrime, soprattutto zona San Giovanni, il quartiere di questa giovane donna barbaramente uccisa, fatta a pezzi e abbandonata in un campo. Un orrore indicibile. Sui social media in queste ore monta la rabbia per quanto avvenuto. Tanti gli interrogativi. Mille i perché ai quali gli inquirenti sono chiamati a dare risposte da qui a seguire.
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