Milano dedica un palinsesto alle espressioni artistiche del Novecento

novecento italiano

Lungo tutto il corso del 2018, Milano dedica un palinsesto alle espressioni artistiche e sociali che hanno animato il Novecento in Italia. La cultura del secolo appena trascorso ha infatti segnato profondamente l’Italia e in particolare il capoluogo lombardo, dove hanno preso vita e si sono sviluppati linguaggi nuovi e destinati a influenzare il pensiero creativo in tutto il mondo: dall’arte alla moda, dal design all’architettura, dalla musica alla letteratura, dal teatro al cinema. Il programma di “Novecento italiano” intreccia la proposta culturale della città, da gennaio a dicembre 2018, con un calendario di già oltre 150 tra mostre, spettacoli, conferenze, concerti, proiezioni, performance.

“Il programma di ‘Novecento italiano’ è stato pensato per proporre riflessioni e approfondimenti su questo secolo ricco e complesso che ha contribuito in maniera determinante alla costruzione del nostro presente – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Un contributo così imponente, soprattutto in termini culturali, da rendere necessario un omaggio che attraversi linguaggi e discipline differenti ed esplori i segni e le opere fondamentali dell’intero periodo”.

Tanti gli anniversari che, all’interno del cartellone di “Novecento italiano”, vengono ricordati o celebrati con mostre, spettacoli e concerti. Per il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, Palazzo Morando|Costume Moda Immagine allestisce una mostra documentale che illustra il ruolo nevralgico di Milano durante la Grande Guerra, la Biblioteca Sormani ripercorre il 1918 attraverso la lente dell’arte e della letteratura, mentre l’Archivio di Stato racconta una delle pagine più tragiche di quella Guerra, la disfatta di Caporetto, attraverso il diario militare di uno dei suoi protagonisti. Sono invece cinquanta gli anni che ci separano dal ’68, l’anno delle contestazioni studentesche che in tutto il mondo ha segnato una svolta nei costumi, nella società e nell’industria culturale: la Fondazione Feltrinelli lo racconta con una mostra pescando dai propri archivi, mentre la Biblioteca Sormani espone una selezione di riviste, vinili, spartiti e documenti che conservano ancora vivide le tracce di quel cambiamento mentre era in atto.

Il quarantennale dalla morte di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, uccisi al Casoretto nel 1978, viene commemorato al Teatro Elfo Puccini con “Viva l’Italia. Le morti di Fausto e Iaio”, spettacolo che dal suo debutto nel 2013 continua a commuovere migliaia di spettatori. Era il 1938 quando Ernesto Treccani fondava la rivista “Corrente di Vita Giovanile”, soppressa dalla censura nel 1940. A ottant’anni da allora, e a quaranta dalla nascita della Fondazione Corrente che conserva la memoria e promuove la conoscenza di quel periodo di grande rinnovamento culturale, due mostre celebrano il movimento di Corrente: una presso la stessa Fondazione, che mette in mostra la sua storia documentando un’intensa stagione della vita culturale milanese, e l’altra presso il Museo del Novecento dove, in collaborazione con Castello Sforzesco, Casa Museo Boschi Di Stefano e Biblioteca Sormani, si ripercorre l’avventura di questo importante movimento dal suo primo apparire. Proprio a una delle sue figure più rappresentative, il critico letterario milanese Giancarlo Vigorelli, la Biblioteca Centrale dedica un’esposizione che testimonia l’impegno di una personalità poliedrica in costante dialogo con le avanguardie artistico-letterarie europee del Novecento.

La musica, protagonista nel ‘900 di un grande cambiamento – nel contenuto, nel tono e nel linguaggio –, è rappresentata nel calendario del “Novecento italiano” da una serie di appuntamenti: dalla Stagione sinfonica dell’Orchestra Verdi, che dedica molte esecuzioni a compositori emblematici del Novecento come Ottorino Respighi e Niccolò Castiglioni, a “Quello che non ho”, spettacolo che il Teatro degli Arcimboldi dedica a Fabrizio De André e a Pier Paolo Pasolini; dal progetto sperimentale di Divertimento Ensemble, completamente dedicato al ‘900 italiano e ospitato al Museo del Novecento, ai concerti della stagione di musica contemporanea al Teatro Elfo Puccini, con due programmi dell’ensemble Sentieri Selvaggi dedicati alle figure di Fausto Romitelli e Armando Gentilucci. L’architettura e soprattutto il design sono stati senza dubbio linguaggi espressivi qualificanti della forma estetica e culturale del ‘900. Per questo il programma di “Novecento italiano” propone nel corso dell’anno ben quattro personali dedicate ad alcuni dei suoi protagonisti: Ettore Sottsass (Triennale), Vittorio Gregotti (PAC), Achille Castiglioni (Triennale), Enzo Mari (PAC).

Secolo denso, innovativo, ‘veloce’ ed eclettico, il Novecento italiano ha anche sparigliato le carte nelle divisioni tradizionali tra le arti e reso ancora più sottile il confine non solo tra architettura e design, ma anche tra pittura e moda, scultura e fotografia, performance e teatro. Ecco allora che il programma di “Novecento italiano” propone una serie di esposizioni che, ciascuna per un tratto, sono in grado di raccontare il panorama artistico e culturale del ventesimo secolo affrescando un paesaggio ricco di suggestioni.

Alcune mostre fondamentali per comprendere l’arte del Novecento italiano sono già aperte al pubblico – come “Lucio Fontana – Ambienti/Environments” all’Hangar Bicocca e “Strehler tra Goldoni e Mozart” a Palazzo Reale – ma altre ancora saranno allestite in corso d’anno: come “Giosetta Fioroni – Viaggio Sentimentale” e “Margherita Sarfatti”, due grandi personalità che saranno entrambe ritratte nelle sale del Museo del Novecento; le signore dell’alta società del primo ‘900 saranno invece raffigurate in GAM in una mostra dedicata a Giovanni Boldini, in dialogo con la collezione della Galleria; mentre le opere divisioniste, e poi futuriste e poi metafisiche, di Carlo Carrà potranno essere ammirate a Palazzo Reale a partire da ottobre.

La grafica avrà la sua rappresentazione in una mostra sui capolavori novecenteschi, con opere dei più celebri maestri del secolo, da Picasso a Pistoletto, al Castello Sforzesco, mentre l’arte concettuale di Mario Merz con i suoi igloo troverà spazio all’Hangar Bicocca. Linguaggi più vicini al contemporaneo anche per la mostra “Non ti abbandonerò mai” di Franco Mazzucchelli che espone al Museo del Novecento la propria produzione artistica di grandi gonfiabili in PVC degli anni 60 e 70. Con la mostra “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943”, infine, Fondazione Prada attraverserà tutto il panorama artistico e culturale italiano tra le due guerre, in corrispondenza con la nascita, l’affermazione e la caduta del Fascismo.

Il Novecento è stato anche il secolo dell’affermazione internazionale del made in Italy nella moda. Ai primi del ‘900 in Italia l’unico riferimento di stile era infatti Parigi, ma grazie alla pioneristica attività di alcune ormai leggendarie figure – come Rosa Genoni, alla quale vengono dedicati una mostra e un convegno all’Archivio di Stato e una rappresentazione teatrale allo Spazio Banterle – il mito della moda italiana comincia a farsi strada dentro e fuori dai nostri confini. “Outfit ‘900” a Palazzo Morando racconta questo percorso, partendo appunto da alcuni abiti dell’alta moda francese di inizio secolo, passando per il lavoro di importanti sartorie italiane, fino alla consacrazione dello stile italiano in tutto il mondo. Anche l’Associazione Camera della Moda, che dal 1958 promuove e coordina lo sviluppo della moda italiana, interviene a celebrare l’ascesa compiuta nel secolo scorso con una grande mostra a Palazzo Reale, che racconta l’Italia vista dalla moda nel periodo che va dal 1971 a fine secolo: un tempo ricco di relazioni e scambi tra gli esponenti di quella generazione italiana di artisti, architetti, designer e intellettuali che ha impostato le rotte della cultura internazionale.

Il palinsesto “Novecento italiano” trova a Cremona un programma parallelo di iniziative dedicate in particolare ai grandi personaggi ed eventi che hanno fatto la storia della città e del Paese: don Primo Mazzolari, Mina e il Premio Cremona (in allegato il comunicato stampa sul palinsesto cremonese). La sinergia tra Milano e Cremona – cominciata grazie alla collaborazione tra la mostra ‘Dentro Caravaggio’ in corso a Palazzo Reale e la mostra ‘Il Genovesino’ in corso alla Pinacoteca di Cremona – prosegue e si amplia: concentrando la programmazione culturale sul secolo scorso, Cremona si collega così al capoluogo di regione per l’ampliamento del cartellone e la promozione delle molte iniziative.

“Fare cultura è anche costruire relazioni con altri territori che devono essere protagonisti di un nuovo Rinascimento, valorizzandosi reciprocamente – dichiara il Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti –. Perché unendosi non si perde di originalità, ma si cresce e ci si promuove con maggior forza. Ed è proprio quello che stiamo facendo insieme a Milano”. Per contribuire al palinsesto “Novecento italiano” con nuove iniziative si può inoltrare la propria proposta a c.novecentoitaliano@comune.milano.it. La call è sempre aperta.

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