Da forza del Nord a movimento Nazionale. La Lega muta nel suo dna, un’evoluzione darwiniana fortemente cercata da Matteo Salvini. Il leader del Carroccio completa oggi un percorso di rottura che ha ridato vita ad un partito che era stato affossato dagli scandali. La Lega Nord di Bossi non c’è più. Spazio ad una Lega 2.0, un partito in grado di parlare a tutta l’Italia.
Salvini ha rilevato un partito al 2% e l’ha portato al 15%, un dato che conta di migliorare. Ed ecco il nuovo simbolo privo del verde della Padania, senza la scritta “Nord” e via il sole delle Alpi. Rimane Alberto da Giussano. E’ stata inserita la dicitura “Salvini premier” sotto il leggendario combattente.
L’unico voto contrario è stato di Gianni Fava. Assenti sia Roberto Maroni sia Umberto Bossi. “Con oggi comincia un percorso che dal nostro punto di vista porterà la Lega oltre il 20% per il centrodestra vincente e la serietà è rappresentata dal fatto che il nome del candidato è nel simbolo”, ha dichiarato Matteo Salvini. “Penso che il marchio Lega sia riconosciuto e apprezzato da alcuni milioni di italiani”. Un simbolo “orgoglioso della nostra storia e che guarda al futuro”.
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