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Prestigioso riconoscimento alla Cia Basilicata

Per la Cia Basilicata, Pancrazio Toscano di Tricarico ha ritirato a Roma il riconoscimento ASeS, Cia-Agricoltori Italiani e Forum Nazionale Agricoltura Sociale come sede territoriale che si è distinta in progetti di agricoltura sociale con iniziative in Senegal e a favore di migranti-profughi. L’agricoltura come ammortizzatore sociale e spazio solidale in cui le fasce più deboli della popolazione, come i migranti, possono costruire nuove relazioni e trovare un posto nel mondo del lavoro: è questo l’obiettivo ASeS.

E’ stato presentato il Seminario di formazione, dal titolo Agricoltura sociale e inclusione socio-lavorativa dei migranti, programmato per il 25 e 26 gennaio 2018, che vuole approfondire il tema con particolare riferimento ai richiedenti asilo e protezione internazionale beneficiari del sistema SPRAR. Aperto ad agricoltori e agronomi, alle Ong e a tutte le realtà del Terzo Settore, agli operatori sociali e ai CARA (Centri accoglienza richiedenti asilo), il corso si avvale dei contributi di esperti del settore, di esperienze sul campo ed esempi di buone pratiche provenienti da diverse regioni italiane, con focus sulle reti territoriali, normativa di riferimento e laboratori di progettazione partecipata.

“Quanto al lancio della 1° edizione del Premio Nazionale Agricoltura Sociale Prodotti della terra, storie di persone, – sottolinea la nota della Cia Basilicata – si tratta di un’iniziativa promossa da ASeS, Cia e Forum Nazionale Agricoltura Sociale proprio per promuovere storie di agricoltura sociale e di inserimento dei migranti in un settore che si stata dimostrando capace di rispondere in modo innovativo a fenomeni epocali come i flussi migratori, ormai strutturali. Attraverso il Premio, oltre a un riconoscimento economico, si vogliono valorizzare quei percorsi di integrazione, accoglienza e inclusione socio-lavorativa dei migranti che partono dalla terra, dall’agricoltura che si fa sociale e diventa welfare comunitario”.

L’agricoltura sociale rappresenta una risposta concreta al fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro dei migranti -spiegano la presidente di Ases Cinzia Pagni, il presidente della Cia Dino Scanavino e la portavoce del Forum Nazionale Agricoltura Sociale Ilaria Signoriello- favorendo percorsi di inclusione socio-lavorativa e di integrazione nelle comunità, sviluppando forme innovative di accoglienza, basate su una solida e fattiva collaborazione che coinvolgono aziende agricole, cooperative sociali, associazioni, servizi territoriali e scuole”.

Redazione

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