E’ morto professando la sua innocenza il generale croato Slobodan Praljak, sostenendo di non essere un criminale di guerra. “Con sdegno respingo la sentenza” del Tpi. Contro la decisione dei giudici l’ex militare si è tolto la vita ingerendo veleno. Il generale ordinò la distruzione del ponte di Mostar nel novembre 1993, opera risalente al sedicesimo secolo. Per il Tpi la decisione dell’ex comandante aveva provocato “danni ingenti alla popolazione civile musulmana“.
Musulmani di Bosnia e croati erano alleati contro i serbi ma si sono combattuti per 11 mesi tra il 1993 e il 1994. Praljak comandò le forze croate di Bosnia, note come Hvo, dal luglio al novembre 1993. Simbolo della devastazione della Bosnia durante la guerra, il ponte ottomana è stato in seguito ricostruito.
Il premier croato Andrej Plenkovic ha sostenuto che la sentenza è “ingiusta”. Per il leader conservatore il Tribunale penale internazionale dell’Aja ha commesso un errore. Plenkovic ha annunciato che il Governo di Zagabria impugnerà legalmente la sentenza del Tpi. Il “gesto” di Slobodan Praljak mostra “la profonda ingiustizia morale” del tribunale dell’Aia”, ha concluso Plenkovic.
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