Condannati ed ex detenuti hanno il diritto di recuperare la propria autonomia

Offrire la garanzia per ex detenuti e condannati del diritto di recuperare la propria autonomia e costruirsi un nuovo progetto di vita, grazie ad azioni di stimolo, sostegno e orientamento. A questo mira il Campidoglio (Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale) che lancia una procedura aperta per affidare la gestione di quattro centri d’accoglienza, per la durata di tre anni.

Tre strutture accoglieranno persone tra i 18 e i 59 anni, dedicando ciascuna due posti a giovani adulti (18-29 anni). Il quarto centro dovrà ospitare ultrasessantenni, sviluppando interventi specifici per i bisogni della terza età. Particolare attenzione è riservata ai giovani adulti: di loro si occupa un accordo tra Campidoglio (Dipartimento Politiche Sociali, Sussidiarietà e Salute) e Ministero della Giustizia (Dipartimento per la Giustizia minorile e di Comunità) che punta a sviluppare percorsi d’inclusione mirati.

Per chi è in età da lavoro è previsto il sostegno all’autonomia. Le attività: counseling, verifica delle attitudini lavorative, individuazione partecipata di iniziative per il reinserimento (corsi di formazione o apprendistato, affiancamento nella ricerca di lavoro). Per gli utenti in età pensionabile sono invece previsti percorsi d’inserimento nel volontariato e di aiuto nella fruizione di servizi pubblici e del privato sociale, comprese le strutture di accoglienza per la terza età.

Tutte le attività dovranno essere organizzate in modo da assicurare precisi requisiti. Verrà inoltre promossa l’integrazione con gli altri servizi territoriali, in particolare sul versante socio-sanitario. La gestione deve comportare l’attiva partecipazione degli ospiti alla gestione del servizio. Entro i primi 15-30 giorni dall’accoglienza di un ospite dovrà venir definito il piano d’intervento personalizzato. Il fascicolo contenente l’intera documentazione di ciascun ospite dovrà risultare costantemente aggiornato.

“La nostra azione politica è basata su un principio essenziale ma irrinunciabile: mettere sempre la persona al centro”, spiega l’assessora Laura Baldassarre (Persona, Scuola e Comunità Solidale). “Questa iniziativa si sposa alla perfezione con gli articoli 2 e 27 della Costituzione, che promuovono il pieno riconoscimento e la tutela dei diritti dell’uomo e del rispetto della sua dignità, compresa quella delle persone detenute e condannate. La pena deve assolvere una funzione rieducativa, con strumenti di reinserimento nella comunità e nel tessuto sociale”.

“Puntiamo quindi”, aggiunge Baldassarre, “su una forte connessione con i servizi territoriali, valorizzando attività di accoglienza, informazione, orientamento e accompagnamento. Abbiamo sviluppato un’azione specifica per i giovani adulti, affinché venga tutelata la loro specificità, senza catapultarli subito tra gli adulti. L’obiettivo finale è il recupero dell’autonomia e la costruzione di un nuovo progetto di vita”.

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