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L’arresto di Puigdemont è per molti catalani una dichiarazione di guerra

Madrid per ridurre Barcellona all’obbedienza userà la forza e la violenza. L’ha già fatto domenica 1 ottobre. Il Mondo ha assistito in silenzio alla Polizia spagnola che picchiava persone indifese in attesa di votare. La Catalunya si è dichiarata indipendente. Con la violenza di leggi franchiste la Spagna ha commissariato il Parlamento eletto dal Popolo e ha indetto nuove elezioni per il 21 dicembre.

Il futuro è pieno di incognite e si teme che ci sia un’esplosione di violenza. Il Popolo indipendentista non intende cedere a Madrid. Molti funzionari catalani non hanno alcuna intenzione di obbedire al Governo di Madrid. Gli stessi Mossos sono intenzionati (almeno in parte) a difendere la Repubblica. Fino ad oggi i catalani hanno manifestato in modo pacifico. Puigdemont li ha invitati a difendere la Repubblica “in maniera pacifica e civile”. Lo scenario è però instabile. La “legge catalana” è impegnata nel processo costituente mentre Madrid vuole tenersi la ricca cassa dei catalani. La Catalogna è come il Nord per l’Italia. La ricchezza è concentrata a Barcellona. E’ questa ricchezza che interessa a Rajoy e compagni!

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha ammonito Madrid a non usare la forza. Ma è difficile che questo appello venga rispettato. Puigdemont e i suoi ministri non riconoscono alcuna destituzione. Saranno in trincea nella Generalità difesi da migliaia di cittadini. La Procura vuole incriminare per “ribellione” e arrestare Carles Puigdemont. Per molto catalani l’arresto sarebbe una dichiarazione di guerra. Rajoy è disposto ad arrivare a tanto? Oppure si renderà conto che la Catalunya non è più Spagna?

Redazione

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