Pyongyang non ha dubbi. Le nuove sanzioni Onu sono figlie di un “odioso complotto degli USA per isolare e soffocare” la Corea del Nord che non è disposta “a trattare sul suo programma nucleare“.
Per il regime “le sanzioni rappresentano una violenta violazione della nostra sovranità”. “Non metteremo il nostro deterrente nucleare di autodifesa sul tavolo delle trattative” in un momento in cui affrontiamo le minacce statunitensi “e non faremo mai un solo passo indietro dal rafforzare la nostra potenza nucleare”, ha ribadito Kim.
Pechino, alleato di Pyongyang, ha votato a favore delle sanzioni, non esercitando il diritto di veto come più volte avvenuto in passato. La Cina si è proposta come mediatrice ma il governo nordcoreano non ci sta e ha minacciato gli USA “di far pagare loro il prezzo del loro crimine. Se credono di essere al sicuro perché ci separa l’oceano, si sbagliano”. E anche i Paesi “che hanno collaborato con gli Stati Uniti”, sostenendo la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, “ne dovranno rendere conto”.
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