Roma. Piano di conservazione per lo Stadio Flaminio

Assegnato dalla Getty Foundation di Los Angeles un grant di 180,000 $ per sviluppare un piano di conservazione per lo Stadio Flaminio, opera di Pier Luigi e Antonio Nervi. Il piano è volto a promuovere, sostenere e indirizzare il successivo progetto di recupero nel rispetto della concezione originale nerviana e della sua funzione di stadio e impianto sportivo polivalente.

Il piano di conservazione, selezionato dalla Getty Foundation nell’ambito del programma internazionale di finanziamenti ‘Keeping it Modern’, è stato presentato lo scorso marzo dal Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica della Sapienza Università di Roma, dalla Pier Luigi Nervi Project Association (PLN Project) e Do.Co.Mo.Mo. Italia, in accordo con Roma Capitale.

Il gruppo di lavoro impegnato per la stesura del piano sarà coadiuvato da un comitato scientifico internazionale che include anche esperti di storia dell’architettura, progettazione di impianti sportivi, conservazione del moderno e ingegneria delle costruzioni. Una volta realizzato, lo studio sarà poi condiviso con i soggetti pubblici e privati che stanno proponendo progetti per la struttura.

Progettato tra il 1957 e il 1958 dal grande ingegnere italiano, Pier Luigi Nervi, con il figlio, architetto Antonio Nervi, il Flaminio fu realizzato in occasione della XVII Olimpiade (1960) e inaugurato nel 1959. Lo stadio, di proprietà di Roma Capitale, versa in uno stato di grave degrado e abbandono e, seppur dichiarato “opera di eccellenza” dalla Direzione per l’Arte e l’Architettura Contemporanee (DARC) del Ministero per i Beni e le Attività culturali nel 2005, non è sottoposto a vincolo in quanto opera pubblica con meno di 70 anni dalla realizzazione.

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