I Ris di Roma hanno trovato la mano sinistra e alcune dita di Vincenzo Ruggiero. Il tutto era occultato in un tombino del garage degli orrori a Ponticelli in via Scarpetta e murato con della calce.
Gli abitanti sostenevano arrivasse un cattivo odore proprio dal tombino. Manca ancora la testa dell’attivista gay di Parete, assassinato e fatto a pezzi da Ciro Guarente.
La trans contesa sapeva qualcosa? Era all’oscuro dell’omicidio. Se lo chiedono gli inquirenti. Il Pm Vittoria Petronella della Procura di Napoli nord, l’ha interrogata per ore ad Aversa.
Assistita dal suo avvocato, Heven Grimaldi, ha chiarito di essere all’oscuro di tutto e che non nutriva sospetti.
Si trova in isolamento nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere. Non parla. Non collabora. Anche se per gli investigatori sembra tutto chiaro. E’ stata la gelosia ad alimentare la furia omicida di Ciro Guarente.
La Procura sta cercando di identificare il complice di Guarente ascoltando a più riprese amici e parenti dell’indagato e di Ruggiero.
L’appartamento di via Boccaccio ad Aversa è sotto sequestro. Si cercano tracce che possano fornire indicazioni utili su come il ventenne sia stata ucciso.
Si confida in una confessione vera dell’assassino anche se “Mister 25 tatuaggi” non avrebbe mostrato segni di pentimento nelle ultime ore.
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