Milano. Ecco la proposta di riapertura dei Navigli

La proposta di riapertura dei navigli, allo studio del Comitato scientifico di esperti, si basa sul ripristino della continuità idraulica; poi la riapertura di cinque tratti.

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Allo stato attuale, si prevedono due fasi principali.

La prima fase consiste nel ricostituire l’antica connessione idraulica della città, attraverso tubazioni, per ricollegare le acque del Naviglio Martesana con la Darsena, la Vettabbia e il sistema dei canali irrigui del Sud Milano. Si verrà quindi a definire un tracciato totale lungo 7,7 chilometri.

La riconnessione idraulica così realizzata, infatti, permetterà:

l’apertura progressiva dei Navigli per tratte;
l’utilizzo – anche dopo la riapertura complessiva dei navigli – come by-pass idraulico durante le operazioni di manutenzione dei Navigli con il canale messo in secca;
di portare in Darsena un ulteriore contributo irriguo disponibile per le aree agricole del sud milanese.

La seconda fase, invece, prevede la riapertura di cinque tratti in superficie, per complessivi 2.050 metri di lunghezza:

via Melchiorre Gioia, da Cassina de’ Pomm a via Carissimi, lunghezza tratto circa 850 m, larghezza alveo 10,5 m;
Conca dell’Incoronata, da viale Monte Grappa a via Castelfidardo, lunghezza tratto circa 230 m, larghezza alveo: 7 m;
in corrispondenza dell’Università statale e del Politecnico, in via Francesco Sforza, da via Laghetto a corso di Porta Romana, lunghezza tratto circa 410 m, larghezza alveo: 7 m;
in corrispondenza di piazza Vetra e della Basilica di San Lorenzo Maggiore, in via Molino delle Armi, da via Vettabbia a corso di Porta Ticinese, lunghezza tratto circa 300 m, larghezza alveo 7 m;
in corrispondenza della Conca di Viarenna, da via Marco d’Oggiono alla Darsena, lunghezza tratto circa 260 m, larghezza alveo 12 m.

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