Il centro in Italia è “morto”? Forse si. Forse no. I moderati hanno trovato casa a destra o a sinistra, perfino con Salvini e con Grillo. Il Popolo moderato orfano della Dc e poi di Forza Italia, ha smarrito la sua strada. Difficile che il centro possa raccogliere questo vuoto. Ma un politico di rango come Pier Ferdinando Casini ci crede ancora. Lo sforzo è quantomeno da ammirare.
Lo precisa senza crederci in verità troppo. Per Casini deve essere “un movimento politico europeo che, per bloccare l’avanzata del populismo, deve fare appello all’unità dei moderati”. Dovevano chiamarsi Centristi per l’Italia. Poi hanno scelto di optare per Europa. Fallita Alleanza Popolare, liquidato anche l’Udc, a Casini e soci, non è rimasto che ritagliare il loro spazio.
Hanno scelto il Teatro Quirino a Roma per tenere e battesimo un movimento a trazione meridionale che ancora deve scegliere dove collocarsi. Proprio così. Deve scegliere. Casini vorrebbe tenersi l’opzione di andare a destra o a sinistra di volta in volta. Ma non è più possibile. O meglio molto dipenderà dalla Legge elettorale. Se sarà un sistema di voto che premia la coalizione oppure il partito. Nel secondo caso dovrà bussare alla porta di Renzi o di Berlusconi e chiedere di inserire dei candidati. Altrimenti correre in coalizione. Ma dovrà comunque schierarsi. Difficile oggi come oggi superare lo sbarramento in solitaria.
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