Antonino Pesce è stato condotto nel penitenziario di Palmi. Insieme a lui è finito dietro le sbarre anche Tonino Belcastro. L’uomo di 53 anni è il proprietario dell’abitazione dove i Carabinieri hanno fatto trovato il latitante. Belcastro risponde di favoreggiamento personale.
Antonino Pesce è – secondo l’accusa – il reggente dell’omonimo clan. Il reggino di 34 anni era latitante dal luglio dello scorso anno. E’ stato fermato in una casa a Gioia Tauro.
Pesce – quando si è reso conto di essere circondato – ha lanciato dalla finestra una pistola ma i militari l’hanno recuperata. L’arma è una semiautomatica dotata di caricatore e munizionamento, risultata rubata a Civitanova Marche.
Per gli inquirenti il boss era colui che gestiva le finanze della ‘ndrina mediante l’import di cocaina sudamericana e occupandosi dell’organizzazione dello smercio della droga. Antonino Pesce tesseva le relazioni con i Bellocco e i Molè stabilendo alleanze e patti criminali.
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