Tutti i sacerdoti del mondo, non solo i “missionari della misericordia”, potranno dare l’assoluzione alle donne che hanno interrotto una gravidanza dal “peccato di aborto”.
L’apertura era stata disposta in occasione dell’Anno Santo e diverrà stabile. Si adeguerà anche il Codice di Diritto Canonico. Bergoglio ha istituito anche una Giornata per i poveri – che si celebrerà a novembre – e concesso ai sacerdoti lefebvriani di amministrare le assoluzioni sacramentali. Nonostante siano scismatici il Papa le ritiene valide.
La novità più rilevante riguarda l’aborto. Offrendo il perdono il Papa rammenta che è un peccato grave ma che la misericordia di Dio è più forte. Per la Chiesa ci sono alcuni peccati gravi – tra cui l’aborto – che a livello canonico sono puniti con la scomunica. “Chi procura l’aborto, nei casi si raggiunga l’effetto, incorre nella scomunica latae sententiae” (canone 1398), cioè senza che ci sia bisogno di pronunciarla per ogni singolo caso.
Per incorrervi, si presuppone una decisione compiuta in piena libertà e avvertenza, e con la conoscenza che, al peccato di aborto, sia annessa la scomunica o, almeno, una particolare penalità. Il Papa nel documento sulla Misericordia ricorda che “nessun ostacolo si può interporre tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio”.
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