Voleva abbracciare le famiglie sfollate senza troppi riflettori puntati. Sarebbe partito per le zone terremotate già i primi giorni dopo il sisma ma è stato costretto a rimandare per non interferire con le operazioni di soccorso.
Il suo “contatto” è stato monsignor Pompili, con il quale si è confrontato diverse volte su quando realizzare la visita. Nei giorni successivi al terremoto ha mandato sul luogo una squadra di Vigili del Fuoco del Vaticano per aiutare a scavare ed estrarre i feriti.
Il giorno delle esequie, ad Amatrice, ha mandato alla messa celebrata dal vescovo di Rieti, l’elemosiniere don Corrado.
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