La Gran Bretagna è di fatto un membro della Unione Europea ma non è in area Euro nel senso che ha preferito tenere la propria moneta e cioè la sterlina inglese. Altri paesi invece utilizzano l’Euro come moneta. Il dibattito va avanti da molti mesi nel Regno Unito e riguarda la necessità di rimanere nella UE per evitare ripercussioni negli accordi commerciali. Un atteggiamento di chiusura che non capiamo anche perchè di fatto la Gran Bretagna ha un piede dentro l’area Euro con cui deve scambiare moneta merci. Molti credono che uscendo ci potrebbero essere più possibilità di utilizzare meglio i fondi all’interno dei propri confini con un conseguente miglioramento della crescita economica. L’atteggiamento predominante è però quella della paura, di come una Brexit potrebbe avere un effetto negativo per le esportazioni in Europa e nel Resto del Mondo. Insomma è tutta una questione economica. Altri in Gran Bretagna credono che dovrebbe rimanere all’interno dell’UE e hanno paura di come un Brexit avrebbe un impatto sue esportazioni e in piedi in Europa e nel resto del mondo. E ‘tutta una questione di commercio e la crescita economica
C’è da dire che anche se vincesse il Si al referendum sulla Brexit gli effetti si vedrebbero alla fine del 2018 in quanto la politica dell’Unione Europea prevede un periodo di due anni per attuare modifiche sostanziali. Il Si potrebbe portare grande volatilità sui mercati nel brevissimo termine col timore di altri paesi che potrebbero seguire la scia del Regno Unito. A lungo termine si potrebbe arrivare alla fine della UE e alla fine dell’Euro come moneta comune. Nel breve periodo si potrebbe anche rafforzare il dollaro americano che potrebbe approfittare della situazione incerta dell’Euro con gravi conseguenze per l’export della UE.
Un dollaro forte avrebbe conseguenze anche sulle multinazionali americane che hanno gran parte dei propri introiti all’estero. Potenziali strategie di investimento potrebbero riguardare gli ETF che beneficiano di una moneta americana forte sui mercati. Anche il No potrebbe comunque essere una opportunità per gli investitori che potrebbero negoziare al ribasso. Si tratterebbe di una fase di potenziale crescita della domanda interna oppure di una crescita globale dell’intera area euro. In caso di brexit i mercati potrebbero subire una brutta battuta d’arresto nel breve periodo portando molta incertezza e volatilità nei giorni successivi, offrendo grandi opportunità di investimento per i piccoli investitori.
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