Il plico – se aperto – avrebbe potuto causare una fiammata in grado di provocare danni alle persone. Gli artificieri hanno fatto brillare la busta nel piazzale antistante gli uffici dell’Efsa e hanno dato i resti alla Scientifica.
Gli addetti dell’Efsa incaricati dello smistamento della posta si sono allarmati perché il destinatario della busta non era un dipendente dell’Authority alimentare europea della sede di Parma. Scattate le prime verifiche, sarebbero state avvertite le forze di polizia e gli artificieri. Secondo i primi rilievi, si tratta di un gesto di possibile matrice anarco-insurrezionalista che ha come obiettivo le politiche in tema di Ogm.
L’allarme bomba era scattato sabato mattina e le forze dell’ordine e gli artificieri avevano evacuato solo due piani dell’edificio, in particolare la zona mensa e il piano -1 occupato dal “post office”. In seguito i dipendenti dell’Authority europea avevano fatto ritorno negli uffici, anche se era rimasto il massimo riserbo da parte degli inquirenti. Si è poi appreso che si trattava di un plico esplosivo.
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