L’indagine “Parenti serpenti”, diretta dal Sostituto Procuratore Pasquale Mazzei e coordinata dal Procuratore Capo Lucia Musti, era iniziata con l’escludere un tentativo di rapina. Sono emersi contenziosi tra la vittima e la figlia Cristina, acuiti all’indomani della morte della moglie di Luciano Pancaldi e alla conseguente suddivisione dell’eredità tra padre e figlia, ammontante a diverse centinaia di migliaia di euro. L’uomo aveva anche avviato un’azione legale per il riconoscimento della “legittima” e per difendersi dalle continue e pressanti richieste della figlia, che premeva per vendere l’abitazione di famiglia per appianare alcuni debiti.
I Carabinieri di Sassuolo hanno avviato intercettazioni a carico di Cristina Pancaldi e del marito Fabio Augusto Giorgio Rasponi. La coppia nel corso delle conversazioni rivelavano di essere i mandanti dell’efferata aggressione, commissionata a due soggetti di nome Rosario e Salvatore.
I successivi accertamenti hanno permesso agli uomini dell’Arma di identificare i complici: Rosario Sambasile (35 anni) e Salvatore Vascoli (40 anni), entrambi noti per piccoli precedenti penali, non collegati ad alcun organizzazione criminale, facenti parte la sfera di conoscenze personali dei due coniugi. Il compenso pattuito era di 20 mila euro da dividere tra i due, mai riscosso visto il mancato raggiungimento dell’obiettivo.
La sera dell’agguato, per sfuggire ai controlli dei Carabinieri, Salvatore Vascoli aveva trovato rifugio presso l’abitazione della coppia, dove era arrivato con l’arma del delitto e con gli abiti insanguinati, portando la notizia del compimento di quanto pianificato.
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