“Adesso sto realizzando che sono vivo”. Così Marco Semenzato, 34 anni, padovano, consulente al dipartimento educazione e cultura della Commissione europea. E’ uno dei tre italiani rimasti feriti negli attentati a Bruxelles.
Si dice “fortunato” perché i segni dell’esplosione sono solo nelle ustioni alle mani, nel forte rossore del viso, nella barba e capelli bruciati. “Ero appena sceso dalla metro – dice Semenzato – e avevo fatto appena due gradini della scale per uscire. Eravamo una cinquantina, io ero davanti. All’improvviso ho sentito un boato e visto un bagliore. Ho capito subito che era un attentato, ma non volevo crederci. Ho pensato che stavo per morire”.
La crisi migratoria diventa una crisi sociale. Manifestanti contro il passaggio della Croce Rossa, poi…
La riscossione nazionale cambia volto grazie all'attuazione della delega fiscale (D.Lgs. n. 110/2024). Il nuovo…
Un’apertura politica verso Roberto Vannacci arriva direttamente da Fratelli d’Italia. A Ischia, a margine della…
È ancora emergenza massima tra Nepal e Tibet, dove una devastante ondata di acqua, fango,…
Tragico incidente stradale nel primo pomeriggio di oggi sulla E45, nel territorio di Città di…
Domenica 30 agosto la presentazione di “Alle radici della devozione. San Foca a Francavilla: memoria,…