“Adesso sto realizzando che sono vivo”. Così Marco Semenzato, 34 anni, padovano, consulente al dipartimento educazione e cultura della Commissione europea. E’ uno dei tre italiani rimasti feriti negli attentati a Bruxelles.
Si dice “fortunato” perché i segni dell’esplosione sono solo nelle ustioni alle mani, nel forte rossore del viso, nella barba e capelli bruciati. “Ero appena sceso dalla metro – dice Semenzato – e avevo fatto appena due gradini della scale per uscire. Eravamo una cinquantina, io ero davanti. All’improvviso ho sentito un boato e visto un bagliore. Ho capito subito che era un attentato, ma non volevo crederci. Ho pensato che stavo per morire”.
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