Sgguato di stampo mafioso in via Falsomiele. Una delle due vittime è Vincenzo Bontà, 45 anni, genero del boss Giovanni Bontade, ucciso anche lui in un agguato il 28 settembre del 1988 insieme alla moglie Francesca Citarda.
Per gli inquirenti dietro l’agguato ci sarebbero i clan. Oltre al legame di parentela con il boss, a farlo pensare ci sarebbe anche la modalità del delitto. Una delle vittime sarebbe stata “giustiziata” con un colpo di pistola alla nuca.
L’agguato è avvenuto in una stradina stratta vicino alla centrale dell’Enel. Secondo i primi accertamenti i due, che erano a bordo di un’auto, avrebbero cercato di fuggire ma sarebbero stati raggiunti dai sicari.
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