Da oggi sono scaduti i diritti, a 70 anni dalla morte del Fuhrer. Per la prima volta dopo la fine della Seconda guerra mondiale, tornano a circolare le copie del “Mein Kampf”. Sono solo 4000, al prezzo di 59 euro, corredate da 3500 note preparate da un pool di illustri storici che servono a contestualizzare le tesi contenute nel volume.
Sono passati 70 anni dalla morte del dittatore, suicidatosi nel suo bunker di Berlino mentre la città veniva invasa dalle truppe sovietiche. Per 70 lunghi anni la Baviera aveva negato le autorizzazioni alla pubblicazione e il libro, che sotto il nazismo era stato un best seller presente in ogni scaffale tedesco, era diventato di fatto introvabile in tutta la Germania. Hitler scrisse “La mia battaglia” nel 1924, durante i 9 mesi di carcere comminatigli per il fallito colpo di Stato a Monaco dell’anno prima. Venne dato alle stampe in pochi esemplari nel 1925 per la Franz Eher Nachf Verlag di Monaco e non ebbe un grande successo prima dell’ascesa di Hitler al potere. Poi vendette oltre 10 milioni di copie e fruttò al suo autore, grazie anche all’esenzione dalle tasse assicuratagli dal ministero delle Finanze bavarese di quei tempi, la ristrutturazione milionaria della lussuosa residenza estiva sull’Obersalzberg, da dove Hitler manovrava nei lunghi ritiri estivi le fila della sua politica estera.
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