L’inchiesta era partita qualche settimana addietro da un’attività autonoma messa in atto dal comandante della Stazione di Pizzo Paolo Fiorello e dai suoi uomini che ha consentito, tramite filmati, appostamenti, acquisizioni di testimonianze, di entrare in possesso di elementi probatori gravi nei confronti del pensionato che adesso si trova in carcere, su disposizione del gip Gabriella Lupoli. La foto dell’indagato era finita su Facebook e aveva suscitato la rabbia delle persone, alcune delle quali avevano manifestato l’intenzione di farsi giustizia da sole. Proprio per prevenire questa eventualità, gli uomini coordinati dal capitano Diego Berlingieri e dal colonnello Daniele Scardecchia, sono passati alla fase operativa e tutto il materiale arrivato sul tavolo del pm Barbara Buonanno, è stato condiviso dal gup che ha emesso la misura.
“Non c’erano assolutamente alternative al carcere – ha affermato il procuratore capo Mario Spagnuolo – e rassicurare la collettività è stato il motivo di questa conferenza stampa. Voglio rimarcare che la Procura agisce con grandissimo vigore nell’acquisizione degli elementi di prova tanto che il soggetto, che probabilmente è una persona malata, è stato “marcato a uomo” quando la notizia era già stata trapelata”.
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