Eseguita dalla Polizia un’ordinanza di custodia cautelare a carico di tre funzionari pubblici accusati di concussione. Arrestato anche il presidente di Rfi, Dario Lo Bosco.
In particolare due avrebbero preso da un imprenditore agrigentino tangenti per evitare intoppi nello svolgimento dei lavori su un appalto da 26 milioni bandito dal Corpo Forestale della Regione Sicilia.
Al centro dell’indagine, le mazzette che sarebbero state pagate da un imprenditore agrigentino, Massimo Campione, titolare di un’impresa di costruzioni, strade e impianti eolici. Nelle scorse settimane, i poliziotti della Mobile l’avevano fermato all’aeroporto Falcone Borsellino, nella borsa aveva una cartella scritta al computer con una serie di nomi, cifre e date, erano i riferimenti alle mazzette pagate per costruire le torrette antincendio in mezza Sicilia.
Fra quei nomi, riferimenti anche ad esponenti politici, su cui adesso si indaga. Grazie soprattutto alle dichiarazioni di Campione, che ha accettato di collaborare con gli investigatori.
Lo Bosco, docente universitario originario di Raffadali, è anche presidente dell’Azienda siciliana trasporti. Nell’inchiesta sarebbe coinvolto per un altro appalto finito all’attenzione degli investigatori.
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