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Reggio Emilia, contro le nutrie in campo anche i cacciatori

Da ieri anche i cacciatori parteciperanno alle attività di controllo numerico delle nutrie coordinate dalla Provincia di Reggio Emilia per conto dei Comuni (praticamente tutti, esclusi quelli del Crinale) che hanno aderito a uno specifico protocollo. E’ stata infatti sottoscritto ieri a Palazzo Allende tra il consigliere delegato Pierluigi Saccardi e i responsabili degli Ambiti territoriali di caccia Atc RE1 Pianura Ovest, Atc RE2 Pianura Est e Atc RE3 Collina un accordo di collaborazione che regola la partecipazione dei cacciatori ai piani di abbattimento, nel rispetto delle indicazioni tecniche fornite dall’Ausl di Reggio Emilia in ordine al trasporto e allo smaltimento delle carcasse. “Questa intesa conferma l’importante ruolo anche sociale svolto dai cacciatori reggiani a tutela del nostro territorio”, sottolinea il consigliere delegato Pierluigi Saccardi.

Le nutrie – cresciute in modo abnorme in questi anni grazie a un elevato tasso riproduttivo (14 cuccioli per femmina) e una bassa mortalità naturale (causata quasi unicamente da inverni freddi con prolungati periodi di temperature al di sotto degli 0 gradi) – provocano come noto ingenti danni tanto alle coltivazioni agricole, quanto alla tenuta idraulica degli argini, scavando gallerie da utilizzare per la riproduzione che provocano la progressiva erosione di molte arginature, potenzialmente in grado di mettere in serio pericolo l’incolumità di cose e persone.

“La Provincia anche in questa occasione ha messo a disposizione dei Comuni le proprie competenze e le proprie professionalità per riattivare il controllo numerico delle nutrie che in passato si era sempre praticato, ma che la Legge 116/2014 aveva bloccato escludendo questi animali, al pari di talpe, ratti e topi, dalla fauna selvatica”, afferma il  presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, sottolineando “il fondamentale ruolo ricoperto dalla Regione Emilia-Romagna che lo scorso maggio ha approvato le linee guida per il contenimento delle nutrie”.

In base all’accordo sottoscritto ieri, la Provincia si  occuperà del coordinamento generale e – attraverso la Polizia provinciale – del controllo delle attività, del rilascio delle autorizzazioni ai coadiutori, dell’accoglimento e smistamento delle richieste d’intervento e della supervisione delle attività di sparo in aree urbane o sensibili.

“Il controllo della specie, oltre che mediante trappolaggio, potrà essere infatti svolto dai cacciatori anche sparando, attività che verrà svolta principalmente  lungo i corsi d’acqua e nelle zone umide, dove la presenze delle nutrie è più diffusa”, spiega il comandante della Polizia provinciale, Andrea Gualerzi.

Redazione

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