Molte regioni stanno depotenziando la rete dei centri diabetologici

“Molte regioni del centro-sud e anche qualcuna del nord, in un’ottica di presunto risparmio, stanno depotenziando la rete dei centri diabetologici”: l’allarme lanciato dalla Società Italiana di diabetologia SID – sostiene in una nota Antonio Flovilla, presidente Anisap – riguarda anche la Basilicata. E, come denuncia la Società Italiana di diabetologia SID, non si riesce a capire la logica di tutto ciò, soprattutto considerando che il costo attuale dei centri diabetologici equivale a circa l’1% della spesa totale per l’assistenza alle persone con diabete (circa 150 milioni di euro). Una spesa, legata per il 90% alle complicanze della malattia, che è di circa 15 miliardi di euro all’anno per il SSN, da sommare a 3 miliardi di spese sostenute dai cittadini. Spese che possono essere ridotte grazie ai professionisti della diabetologia e che aumenteranno certamente senza di loro.

La rete dei centri diabetologici – prosegue Flovilla – ha reso grande, famosa e invidiata nel mondo l’assistenza diabetologica italiana costruita secondo l’ottica della multidisciplinarietà e multidimensionalità perché la persona con diabete non dovrebbe essere curata da un singolo specialista ma da un team di professionisti di pari importanza che include diabetologo, infermiere e dietista esperti di diabete e, quando necessario, podologo, psicologo e specialisti di altre discipline (oculista, nefrologo, cardiologo, ecc.). Il team dovrebbe interagire continuativamente con il medico di medicina generale, mantenendo operativo quel modello assistenziale implementato in Italia fin dagli anni ottanta. Un modello confermato dal Piano Nazionale Diabete. Un modello che purtroppo rischia di scomparire in alcune realtà dove i centri diabetologici sono smantellati e sostituiti da singoli professionisti dispersi sul territorio che, seppure specialisti in diabetologia, operano isolati senza risorse adeguate.

E noi – aggiunge il presidente lucano di Anisap – continuiamo a chiederci perché anche la Regione Basilicata si ostina a non utilizzare le capacità professionali, l’organizzazione, l’eccellenza dei Centri privati in diabetologia, tanto più che, da una parte, l’incidenza delle persone con diabete anche nella nostra regione è in progressivo e continuo miglioramento e, dall’altra, l’incremento dell’età media della popolazione comporta un inevitabile aumento della diffusione delle patologie cronico-degenerative, della complessità in medicina, delle pluripatologie e della comorbilità. Contestualmente, dopo la prima fase di lavoro dell’Osservatorio regionale sul diabete per rafforzare l’attività di prevenzione e di assistenza ai cittadini affetti da una patologia che in Basilicata registra punte molto alte, tra l’8% e il 10%, è necessario proseguire il percorso avviato dal Dipartimento alla Salute per la realizzazione di progetti conoscitivi allo scopo di affrontare l’assistenza e la pianificazione di interventi sul diabete, preparando ed adeguando le risposte da dare soprattutto sul territorio. La maggior parte di queste patologie – non si sottovaluti – non richiede ricovero ospedaliero, ma un attento e costante controllo clinico che può essere fatto sul territorio, innanzitutto in ambulatorio o direttamente al domicilio dei pazienti, andando così incontro alla loro preferenza di essere curati a casa, vicino casa, piuttosto che in ospedale.

I Centri privati accreditati non hanno più nulla da dimostrare confermando un livello di assistenza molto alto ed efficace del sistema in essere nel nostro Paese, che è frutto di una migliorata cura della persona con diabete nel suo complesso, non solo della cura della sua glicemia, indicando chiaramente un miglioramento del controllo metabolico e un avvicinamento ai livelli auspicati dalle diverse linee guida.

L’ANISAP nell’ambito delle proposte presentate al Dipartimento Salute per la definizione dei criteri di erogazione delle prestazioni e dei controlli di congruità e per l’istituzione di protocolli terapeutici necessari alla definizione dei P.A.C. (Percorsi Assistenziali Complessi), oltre che per il diabete, anche per altre patologie quali ipertensione arteriosa, malattie dell’apparato cardiocircolatorio oculistica (cataratta e glaucoma), ecc., sostiene l’esigenza di accrescere l’attività sul territorio e di affiancare le strutture pubbliche con Centro esterni accreditati, sotto la programmazione strategica del pubblico. Ci sono strutture e professionalità sul territorio che rappresentano una valida integrazione/alternativa alle lunghe attese per visite specialistiche e prestazioni presso i servizi delle Aziende Sanitarie e quindi possono garantire maggiore attenzione ai cittadini. La rete regionale delle strutture erogatrici alla cui progettazione l’ANISAP, in rappresentanza della sanità privata accreditata, ha contribuito, sin dal 2007, anche in collaborazione con il Dipartimento Salute e con esponenti dell’A.O. S. Carlo di Potenza, per la sanità pubblica, continua a rappresentare il traguardo da raggiungere per praticare nella sanità rigore e qualità, coniugare territorio ed efficienza e, soprattutto, per mettere la persona al centro del sistema sanitario regionale, praticando una più forte integrazione e sussidiarietà tra pubblico e privato.

9 su 10 da parte di 34 recensori Molte regioni stanno depotenziando la rete dei centri diabetologici Molte regioni stanno depotenziando la rete dei centri diabetologici ultima modifica: 2015-10-21T01:56:41+00:00 da Redazione
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