Al Museo del Novecento la mostra fotografica milanopiazzaduomo

Il Museo del Novecento ospita dal 10 ottobre al 28 febbraio 2016, la mostra fotografica “milanopiazzaduomo”, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano nell’ambito del palinsesto culturale ExpoinCittà.

Sabato 10 ottobre, in occasione della XI° Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI l’Associazione Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, l’ingresso al Museo e alla mostra sarà gratuito.

La mostra, curata da Marco Belpoliti e Danka Giacon, rende omaggio a piazza Duomo, luogo che appartiene all’immaginario collettivo della città riletto dai due autori con intenti e linguaggi fotografici differenti: negli scatti dall’alto Gabriele Basilico restituisce la grandezza e la complessità dello spazio, Marina Ballo Charmet si concentra nella ripresa dal basso, nel dettaglio periferico e inedito.

La mostra è la realizzazione di un’idea, di un progetto, di un sogno comune nato nel 2010 durante i colloqui tra Gabriele Basilico, Marina Ballo Charmet e Marco Belpoliti, uniti nell’intento di mettere in relazione le loro diverse visioni sulla fotografia fino a farle diventare complementari.  Un progetto “a sei mani” che oggi con “milanopiazzaduomo” trova il suo compimento al Museo del Novecento.

Piazza Duomo è intimamente legata al Museo del Novecento, non solo per la posizione della sua sede, il Palazzo dell’Arengario, ma perché è parte integrante del percorso espositivo progettato dall’architetto Italo Rota: una delle Sale icona del Museo raccoglie, intorno alla grande vetrata affacciata sulla Piazza, due opere ambientali del maestro Lucio Fontana – il Neon per la IX Triennale di Milano del 1951 e il Soffitto Spaziale del 1956 – componendo così un’installazione in continuo movimento e dialogo con la città, la sua vita, il suo cuore.

L’esposizione presenta un nucleo di immagini di Gabriele Basilico e due video di Marina Ballo Charmet, accompagnate da una serie di sequenze fotografiche. Le fotografie di Basilico, in bianco e nero di grande formato, realizzate dall’artista nel 2011 su incarico della Veneranda Fabbrica del Duomo, accompagnano lo sguardo tra le guglie del tetto della Cattedrale di Milano, la piazza e gli edifici circostanti. Complementare è la visione che Marina Ballo Charmet propone attraverso un video realizzato con la macchina fissa che riprende il Duomo nel passaggio dalla notte al giorno in tempo reale. È il “risveglio” della città, con i primi movimenti che popolano la Piazza. Un secondo video percorre  il perimetro rettangolare dello spazio ripreso con un decentramento del punto di vista: l’artista, con la camera posizionata all’altezza dei fianchi, “trasforma” l’obiettivo in un occhio-corpo restituendo una visione periferica e laterale, come se l’obiettivo riprendesse da solo. Una sequenza di fotografie presenta la Piazza sempre nel passaggio dal buio della notte alla luce del giorno, ma ripresa in controcampo rispetto al primo video.

Il catalogo della mostra, edito da Contrasto, presenta un testo di Marco Belpoliti che indaga l’esperienza dei due artisti e l’intuizione che ha portato ad accostare due modalità di fotografare apparentemente così distanti e il contributo di Carlo Bertelli dedicato alla narrazione storica della Piazza e del Duomo.

Gli Artisti

Marina Ballo Charmet è nata a Milano dove vive e lavora.
Dopo la laurea in filosofia si specializza in psicologia e psicoanalisi infantile e lavora come psicoterapeuta nei servizi territoriali pubblici di Milano. Da metà anni ottanta lavora con la fotografia e il video. Suo soggetto privilegiato è il quotidiano, il “sempre visto” che lei stessa definisce “il rumore di fondo della nostra mente”. Adotta uno sguardo caratterizzato da mobilità percettiva e dal fuori fuoco, laterale o dal basso – tipico della condizione infantile – che restituisce una visione fluttuante, una “percezione periferica” legata al nostro preconscio.

Gabriele Basilico (Milano 1944-2013) dopo la laurea in architettura (1973), si dedica con continuità alla fotografia. La forma e l’identità delle città, lo sviluppo delle metropoli, i mutamenti in atto nel paesaggio postindustriale sono da sempre i suoi ambiti di ricerca privilegiati. Considerato uno dei maestri della fotografia contemporanea, è stato insignito di molti premi, e le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private italiane e internazionali.
“Milano ritratti di fabbriche” (1978-80), è il primo lungo lavoro che ha come soggetto la periferia industriale e corrisponde alla sua prima mostra presentata in un museo (1983, PAC, Milano).
Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero, che hanno generato mostre e libri.

9 su 10 da parte di 34 recensori Al Museo del Novecento la mostra fotografica milanopiazzaduomo Al Museo del Novecento la mostra fotografica milanopiazzaduomo ultima modifica: 2015-10-10T00:09:12+00:00 da Redazione
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