Bologna, rapporto sull’incidentalità stradale nell’area metropolitana

E’ on line, sul sito della Città Metropolitana di Bologna, la sintesi dei dati 2014 sull’incidentalità stradale nel territorio metropolitano. L’analisi dei dati di incidentalià del 2014 sul territorio metropolitano, rivela una diminuzione dei sinistri stradali rispetto al 2013 dello 0,4% e del numero dei feriti del 3,1% mentre si registra un aumento dei decessi di 18 unità.

Questo dato, in controtendenza su quello nazionale che vede un aumento degli incidenti ma una diminuzione dei decessi, se analizzato sul medio e lungo periodo (quinquennio e decennio) rientra nel trend positivo di riduzione della sinistrosità soprattutto se paragonato all’aumento del parco veicolare del nostro territorio.

Infatti, dai dati rilevati, considerando che nel 2005 il parco veicolare metropolitano comprendeva 752.728 veicoli, diventati 787.984 nel 2014, con un aumento quindi di poco più di 35.000 (+4,7%), il trend del  rapporto tra veicoli coinvolti in incidente e parco circolante è costantemente in calo, anche se gli incidenti non coinvolgono solo veicoli di  residenti nel territorio metropolitano.

Rispetto a 10 anni fa il costo sociale sostenuto dalla collettività in seguito a morte o ferimento di persone per incidenti nell’area metropolitana bolognese è diminuito di circa 152 milioni di Euro in meno, pari a -23%. Era stato quantificato in Euro 502.931.000 nel 2005, mentre per il 2014 è stato quantificato in Euro 390.740.082.

Pur con dati non particolarmente positivi per il 2014 per quanto riguarda la mortalità, nel medio e lungo periodo (decennio 2005-2014 e quinquennio 2010-2014) l’area metropolitana bolognese continua a rilevare  una tendenza positiva.

Nel 2014 i veicoli coinvolti in incidente stradale con danni alle persone sono stati circa 7.300 su 788.000 circolanti.

Con 80 morti, il 2014 presenta un particolare aumento rispetto all’anno precedente (18 in più, pari a +29%). Ma nel lungo e medio periodo la mortalità è in diminuzione: il valore medio negli anni tra il 2005 ed il 2013 è pari a 89,7 e nel 2014 è di circa 10 persone in meno.

Analizzando il dato negli ultimi cinque anni, dal 2010 al 2014, gli incidenti sono passati da 5.934 a 3.886, con una diminuzione dell’8,8%. Diminuiscono anche le persone che hanno riportato lesioni, 5.394 nel 2014 contro i 5.934 del 2010, così come i decessi che passano da 86 ad 80.

Visto il calo degli incidenti, dal 2005 al 2014 ovviamente sono calati i veicoli coinvolti: -70% per i ciclomotori, -25% per le autovetture, -20% per i motocicli. Unico dato in controtendenza quello delle biciclette, che registra un + 13%.

Nel 2014, anche escludendo gli incidenti avvenuti su autostrada e tangenziale, Bentivoglio è il comune con il maggior indice d’incidentalità con circa 5 incidenti ogni mille abitanti. Seguono Argelato, Bologna e Zola Predosa, con circa il 4,5.

Fra le strade provinciali, quelle con maggior numero di incidenti sono la “SP569 Di Vignola” e la “SP4 Galliera”, rispettivamente con 74 e 51 sinistri; la SP6 “Zenzalino” è la strada con un più alto numero di decessi, 4. Va sottolineato che la SP569, se si considera traffico giornaliero medio di 60.000 veicoli, è una delle strade a minor rischio dell’intero territorio. Le circostanze d’incidente più frequenti, tenendo conto che nel 47% dei casi sono cause concomitanti,  sono la distrazione alla guida (10%), l’inosservanza della precedenza o dello stop (10%).

Il 68% dei sinistri si è verificato su strada urbana e comunale extra-urbana. Il 29% dei morti sono pedoni ed il 20% di tutti i deceduti in incidente sono maschi con più di 70 anni.

L’anno scorso il Venerdì è stato il giorno della settimana con più sinistri; le ore più critiche sono quelle dalle 16.30 alle 19.30 con 21 decessi complessivi, ma l’indice di mortalità è più elevato nelle fasce orarie del primo mattino: 1,30-2,30 e 3,30-4,30.

Fra gli 80 decessi complessivi del 2014 il maggior numero di vittime è fra i 30-49enni, ovvero il 41% del totale complessivo (10% donne, 31% uomini).

Anche tra i feriti, è sempre la classe d’età 30-49 quella più presente con il 45% (31% uomini e 14% donne), segue la classe 50-69 con il 23% (16% maschi, 7% femmine), quella dei 18-29enni con il 21% (15% maschi e 6% femmine) e degli ultra-60enni con il 18% (14% maschi, 4 % femmine).

I dati raccolti sono provvisori, ma i risultati non dovrebbero discostarsi sensibilmente da quelli definitivi, che Istat sta validando.

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