Vicenza, la Casa per la pace va in via Porto Godi

La nuova sede della Casa per la pace sarà in via Porto Godi n. 2. Il trasferimento avverrà da lunedì 19 ottobre. Lo hanno annunciato questa mattina il sindaco Achille Variati e l’assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala.
Com’è noto, diventata inagibile la sede di contra’ Porta Nova e lasciata quella di San Rocco in seguito alla vendita dell’intero complesso alla fondazione Cariverona, la Casa per la pace, realtà comunale risalente al 1994, aveva la necessità di trovare un nuovo spazio dove ricominciare a dar vita al coordinamento delle persone e delle associazioni che in città promuovono i temi della convivenza pacifica e della nonviolenza, in sintonia con il secondo articolo dello statuto del Comune che “riconosce nella pace un diritto fondamentale della persona e dei popoli e promuove una cultura della pace e dei diritti umani mediante iniziative culturali e di ricerca, di educazione e informazione”.
“Ora che sono stati opportunamente sistemati – è il commento del sindaco Variati – i locali di via Porto Godi sono senz’altro un luogo adeguato dove riprendere l’attività della Casa, ferma restando la prospettiva di un successivo trasferimento al Parco della Pace, una volta che sarà stato completato”.
“Nei prossimi mesi – ha aggiunto l’assessore Isabella Sala – lavoreremo alla revisione della Consulta per la pace e delle regole di gestione della stessa Casa, condividendo le nuove scelte con il consiglio comunale. In via Porto Godi, tra l’altro, troverà posto anche l’Ufficio pace, istituito in seguito all’adesione del Comune di Vicenza agli Enti locali per la pace del 2011. La Casa per la pace ha la specificità di essere un luogo di elaborazione e promozione di una cultura di pace che vede il Comune parte attiva e propositiva. I tempi di oggi necessitano di un grande impegno di tutti nell’affrontare le nuove sfide all’insegna della pace e della nonviolenza, ed è significativo ricordare che già agli albori di questa esperienza si parlava di una “Casa della pace e delle culture”, segno che già allora si era colta l’importanza di riflettere su come condividere in modo pacifico e costruttivo una città in rapido cambiamento e, in modo più allargato, il nostro unico pianeta”.

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