Ecco i robot che ci salvano dalle catastrofi

Robot che operano in scenari catastrofici per mare, terra e aria e che intervengono in situazioni critiche come quelle del disastro di Fukushima in Giappone. Tutto il meglio della tecnologia europea si è riunita a Piombino per l’Eurathlon Grand Challenge.

Una manifestazione internazionale dove Pisa è stata protagonista, confermando la vocazione di città della ricerca e della robotica. A partire dal direttore tecnico di Eurathlon, Gabriele Ferri, che si è formato nell’ateneo pisano laureandosi in ingegneria informatica per poi continuare con un dottorato alla Scuola Sant’Anna.

La Scuola Superiore Sant’Anna era presente con il progetto Robot Era e con Octopus, il polpo robot sviluppato dall’istituto di BioRobotica in grado di calarsi nelle profondità del mare e rimuovere rifiuti, esplorare le acque, monitorarle e dare una mano durante eventuali operazioni di soccorso.

Poi c’è il Centro Piaggio dell’Università di Pisa con il suo vicedirettore Andrea Caiti che ha portato il progetto Thesaurus, sviluppato in collaborazione con Scuola Normale, Cnr di Pisa e Università di Firenze. Un progetto grazie a cui è nato TifOne, robot in grado di mappare i fondali in completa autonomia fino a trecento metri di profondità.

E infine Walkman, il robot umanoide progettato dal Centro Piaggio insieme all’IIT di Genova per intervenire in occasione dei disastri nucleari. Walkman si distingue per alcune caratteristiche uniche: il movimento elastico dei giunti che gli permettono di avere un movimento fluido e sicuro, un ridotto consumo di energia, la leggerezza delle gambe prive di motori lungo la parte bassa, la versatilità e destrezza nella manipolazione.

La progettazione del villaggio, inoltre, è stata a cura dell’architetto pisano Andrea Colli, e la segreteria di produzione e di accoglienza è stata gestita dall’assocazione Aeffe di Ponsacco.

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