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Bologna, bando per l’assegnazione di terreni agricoli ASP, premiati giovani e donne

Giovani e donne. Questo l’identikit degli agricoltori a cui ASP Città di Bologna ha affidato i propri terreni agricoli. Le offerte ricevute in risposta al bando di concorso per l’assegnazione in affitto quinquennale sono state 248. I fondi rustici sono stati assegnati a 15 agricoltori di cui 5 donne. Dei 15 assegnatari 8 sono giovani agricoltori con età inferiore ai 40 anni e di questi otto, 3 sono donne.

Per l’utilizzo del terreno sono previsti vincoli molto precisi: divieto di coltivazioni di OGM, divieto di coltivazioni non destinate all’alimentazione umana o animale; mantenimento del metodo di agricoltura biologica nel caso di affitto di terreni già convertiti o in fasi di conversione.

Grande la soddisfazione espressa da tutti i protagonisti, ASP, 13 Comuni del territorio e organizzazioni professionali agricole, per essere riusciti a portare a termine un’operazione complessa, durata un anno, assolutamente positiva per ASP, ma anche per tutti gli altri soggetti coinvolti. Un’esperienza che diventerà una prassi da utilizzare come strumento di gestione di tutto il patrimonio agrario di ASP.

“Un percorso innovativo – lo ha definito Gianluca Borghi, amministratore unico di ASP – non scontato, che rappresenta, con i suoi risultati, un esempio unico nel panorama della gestione pubblica del patrimonio agrario. La risposta e i contenuti economici delle offerte rappresentano una scommessa vinta. Un’altra scelta nella direzione di una gestione efficace ed efficiente, mirata a portare risorse ad ASP per il raggiungimento dei suoi obiettivi di cura e accoglienza, ma che significa sviluppo per le comunità del territorio”.

Il Sindaco Virginio Merola ha rivolto i suoi auguri ai vincitori e ha poi sottolineato l’importanza della conclusione del processo: “ASP rinnova le sue politiche di gestione, la gestione in economia fa ormai parte di un mondo passato. Questi bandi fanno meglio gli interessi dell’Azienda e nello stesso tempo aiutano lo sviluppo. Viviamo in un tempo in cui le multinazionali e gli Stati comprano terreni. Noi andiamo in un’altra direzione: quella di privilegiare il radicamento locale e lo sviluppo del territorio, scommettendo sull’agricoltura. E’ un esempio virtuoso anche nell’incontro con il privato”.

Redazione

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