Matera, prorogata la mostra fotografica di Mariano Silletti Ludovicu

Il Polo museale regionale della Basilicata ha atteso fiducioso l’esito del World.Report Award 2015 – Short Story Award che ha premiato la mostra fotografica di Mariano Silletti Ludovicu, in corso a Matera, nel Museo di Palazzo Lanfranchi.

Inaugurata a luglio, la mostra ha registrato una significativa partecipazione di pubblico e una forte attenzione da parte di autorevoli testate giornalistiche ed emittenti televisive.

Fino al riconoscimento di queste ore della Commissione del WRA – World.Report Award che all’unanimità ha attribuito il premio a Mariano Silletti con la seguente motivazione: «Un racconto che riesce a unire il mondo reale della cronaca ad un mondo lontano, fatto di terra, persone e luoghi nascosti.

Un confine, una linea che il fotografo riesce a comunicare con grande profondità di sguardo che solo chi è personalmente coinvolto nella situazione riesce a esprimere. La ricerca di Ludovicu diviene la sottile linea visiva che unisce il territorio alle sue persone ed emozioni».

Attraverso 30 fotografie estremamente intense e drammaticamente attuali (per il contenuto e per la ricerca formale e linguistica dell’artista) l’autore racconta la storia di una persona scomparsa, Ludovicu, un uomo di 57 anni malato di Alzheimer, uscito di casa e mai più tornato. Mariano Silletti è carabiniere e fotografo e con questa doppia professionalità e sensibilità, ha vissuto dall’interno la vicenda umana di Ludovicu, che abitava a Montescaglioso, dove Silletti presta servizio.

Mariano Silletti usa la sua arte, la fotografia, per raccontare il mondo, per raccontare la realtà. La realtà vera, quella che incontra tutti i giorni esercitando la sua professione di carabiniere. Spesso realtà scomode, tristi, dolorose, come nel caso di Ludovicu, cercato senza tregua per lunghi giorni invernali. Durante i quali Silletti ha anche registrato, fermato i momenti salienti: i volti, i luoghi, i protagonisti della storia.

Scrive del suo lavoro: «Le mie foto raccontano la nostra ansia, la voglia di rivedere Ludovicu. Penso che fino ad ora non avevamo mai notato quest’uomo. Mentre lo cercavamo, ci siamo imbattuti in mille mondi diversi. Altri migranti, i pastori, i contadini, i nostri paesani. Ho guardato a tutti loro con altri occhi. La nostra ricerca è stata ostinata, i miei obiettivi hanno sfuocato, per dire meglio quanto ci stava accadendo. Ho sfiorato un mistero, e me ne sono reso conto. Ho visto paura e dolore. Un uomo svanisce senza lasciare alcuna traccia. Mi sono sentito circondato da ombre e volevo che si dissolvessero. Una primavera, dopo l’inverno. Volevo che ci fosse un conforto anche nel pieno di questi mesi di oscurità».

Abbiamo ritenuto che il progetto di Silletti contribuisse con particolare efficacia (e grazia) alla crescita di una comunità territoriale più sensibile e attenta. Una comunità sempre più capace di non lasciare nessuno da solo, di non dimenticare le persone in difficoltà.

La mostra è stata prorogata fino al 30 settembre 2015, nella Sala delle Arcate di Palazzo Lanfranchi.

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