A portare sul Giappone le piogge torrenziali è stato il tifone Etau. Gli elicotteri delle Forze di autodifesa nipponiche hanno lavorato tutto il giorno per salvare decine di persone salite sui tetti per sfuggire alle inondazioni. Nel secondo giorno di diluvio, il fiume Kinugawa ha rotto gli argini a Joso, a circa 50 km a nord della Capitale.
Le autorità stanno monitorando la centrale nucleare di Fukushima. Le pompe di drenaggio non hanno retto facendo finire in mare centinaia di tonnellate di acqua a bassa radioattività. Almeno 100 mila le persone evacuate per le precipitazioni più abbondanti degli ultimi 50 anni.
Oltre alle prefetture orientali, sono state colpite anche quelle di Ibaraki e Tochigi, vicino a Tokyo. Si contano almeno una decina di dispersi, mentre un centinaio di persone sono ancora da mettere in sicurezza. Una ventina i feriti, mentre sono circa 7mila gli edifici fuori uso. Pesanti i disagi ai trasporti, con i binari di una linea ferroviaria alle porte di Tokyo completamente sommersi e molti collegamenti interrotti. Si stima che nelle aree più colpite si siano riversati 600 millimitri di pioggia in 24 ore, il doppio della media mensile locale a settembre.
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