Nel corso del dibattito sono continuate le contestazioni degli insegnanti, che a un certo punto hanno anche intonato “Bella ciao”. Quando il dibattito è finito hanno scandito “dimissioni”, “dimissioni”.
Sulla riforma della buona scuola “il tempo sarà galantuomo, lo dico a chi oggi contesta politiche che mettono al centro l’istruzione e danno strumenti concreti per il diritto allo studio”, ha risposto il ministro dell’Istruzione a chi l’ha contestata. “Vedremo fra qualche anno – ha aggiunto – se questi strumenti ribalteranno o meno le sorti di questo Paese”. “Da nord a sud – ha concluso – ho sentito sempre gli stessi slogan, che potevano essere di vent’anni fa, gli slogan andrebbero aggiornati con i contenuti di oggi e le famiglie lo capiscono”.
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